Gragnano Città della Pasta 2026: in Campania si celebra “MONDOPASTA! La pasta nel mondo. Il mondo nella pasta”

Gragnano Città della Pasta 2026: in Campania si celebra “MONDOPASTA! La pasta nel mondo. Il mondo nella pasta”

Questo weekend Gragnano torna a celebrare il prodotto che più di ogni altro ha contribuito a costruire la sua identità. Dall’11 al 13 settembre la città campana ospiterà infatti la nuova edizione di Gragnano Città della Pasta, la manifestazione promossa dal Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP in collaborazione con il Comune di Gragnano e la Regione Campania. Ci saranno degustazioni, incontri, spettacoli, musica e attività dedicate alla pasta e, in particolare, al tema scelto per questa edizione: “MONDOPASTA! La pasta nel mondo. Il mondo nella pasta”.

Gragnano: la città della Pasta di Gragnano IGP ha un legame profondo con il territorio

Per comprendere fino in fondo il significato di una manifestazione come questa bisogna partire dal rapporto tra Gragnano e l’arte pastaia, una storia che affonda le proprie radici alla fine del XVI secolo, quando il territorio dei Monti Lattari offriva condizioni particolarmente favorevoli alla produzione alimentare: la presenza di sorgenti d’acqua, l’attività dei mulini nella cosiddetta Valle dei Mulini e le caratteristiche climatiche del luogo contribuirono allo sviluppo di una fiorente attività molitoria.

Già intorno al XVIII secolo, i primi laboratori artigianali familiari iniziarono a trasformarsi in veri e propri pastifici che, nel corso degli anni, consolidarono la propria produzione fino a diventare il principale tratto distintivo della città. Il vero punto di svolta arrivò però nel secolo successivo, precisamente il 12 luglio 1845, quando, durante un pranzo, Ferdinando II di Borbone concesse ai produttori gragnanesi il privilegio di fornire alla corte le paste lunghe. Fu questo il vero inizio di una storia centenaria che ha visto i pastai tramandarsi il mestiere fino ad oggi, preservando un’identità locale così forte da meritare, nel 2013, la certificazione IGP.

La Pasta di Gragnano IGP è oggi un prodotto tutelato da un disciplinare che ne definisce caratteristiche e modalità di produzione: viene realizzata con un impasto di semola di grano duro e acqua, trafilata al bronzo per ottenere la caratteristica superficie rugosa ed essiccata lentamente.

Gragnano non è quindi solamente il luogo in cui viene prodotta una pasta conosciuta in tutto il mondo, ma una città in cui la produzione pastaia è diventata parte del patrimonio culturale e dell’economia locale. È da questa storia che prende forma la manifestazione Gragnano Città della Pasta, che torna protagonista anche nel 2026.

Gragnano Città della Pasta 2026: tema, degustazioni ed eventi

L’edizione 2026 di Gragnano Città della Pasta sceglie di allargare lo sguardo oltre i confini locali e nazionali, per esplorare cosa accade quando questo alimento incontra altre culture, ingredienti e tradizioni. Da qui nasce “MONDOPASTA! La pasta nel mondo. Il mondo nella pasta”, un tema pensato per raccontare il viaggio del piatto simbolo dell’Italia nel tempo e le sue molteplici interpretazioni a livello globale.

Presente ormai sulle tavole di tutto il mondo, la pasta si è adattata a tecniche, abitudini e sapori differenti: un dialogo multiculturale che diventerà il vero filo conduttore dell’offerta gastronomica della manifestazione. Grazie alla collaborazione con il Laboratorio di Antropologia del Cibo (LAC), chef provenienti da differenti realtà gastronomiche proporranno infatti preparazioni capaci di raccontare questo incontro tra mondi diversi.

L’evento non sarà quindi solamente un’occasione per degustare ricette inedite, ma un’opportunità per comprendere come il cibo possa davvero diventare uno strumento per raccontare migrazioni, contaminazioni e nuove identità gastronomiche.

Oltre alle proposte di degustazione, infatti, per tutta la durata dell’evento la città di Gragnano si animerà con spettacoli, concerti, dj set e, soprattutto, incontri di approfondimento. Non mancheranno le visite guidate ai pastifici locali e alla Valle dei Mulini; luoghi che raccontano le origini di un prodotto che, pur viaggiando e attraversando paesi e culture diversi, continua ad evolversi mantenendo salde le proprie radici.

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