{"id":147,"date":"2015-08-19T07:15:57","date_gmt":"2015-08-19T05:15:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/?p=147"},"modified":"2015-12-30T07:42:45","modified_gmt":"2015-12-30T06:42:45","slug":"celiachia-una-farina-con-glutine-ma-depurata-dalle-tossine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/celiachia-una-farina-con-glutine-ma-depurata-dalle-tossine\/","title":{"rendered":"Celiachia,\u00a0una farina con glutine ma depurata dalle tossine"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una farina con glutine ma depurata dalle tossine\u00a0e quindi\u00a0priva dell&#8217;effetto tossico dello stesso glutine. \u00c8 probabile\u00a0<strong>una possibile svolta per tutti i celiaci del mondo<\/strong> grazie alla definizione di un metodo scientifico volto a produrre <strong>farine con glutine senza\u00a0le tossine che provocano intolleranze e allergie<\/strong>. La ricerca \u00e8 stata condotta dall&#8217;Istituto di scienze dell&#8217;alimentazione-Cnr di Avellino. \u201cCon questa formula il glutine non viene pi\u00f9 riconosciuto dai linfociti responsabili dell\u2019infiammazione. Da un punto di vista tecnologico e organolettico non ci sono differenze sostanziali con la normale farina\u201d, spiega Mauro Rossi, ricercatore senior del centro. Responsabile di questo processo di &#8216;depurazione&#8217; \u00e8 un trattamento enzimatico \u201cfood grade\u201d effettuabile direttamente sulle farine o semole di grano.<\/p>\n<p> <script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- Oraviaggiando You -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:block\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-3626383449643212\"\r\n     data-ad-slot=\"3995618719\"\r\n     data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script><br \/>\nGrazie alla collaborazione con il Policlinico Umberto I di Roma proseguiranno i test clinici nella speranza di arrivare entro la fine dell&#8217;anno alla messa in commercio della <strong>farina detossificata<\/strong>. Secondo l&#8217;<strong>Associazione Italiana Celiachia<\/strong>\u00a0in Italia sono 150 mila i celiaci diagnosticati su 600 mila individui potenzialmente intolleranti al glutine, una quota pari all&#8217;1% della popolazione.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Non solo farine detossificate: bisogna recuperare l&#8217;antico\u00a0patrimonio genetico del vecchio grano<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre pi\u00f9 spesso si sente\u00a0parlare del recupero del patrimonio genetico delle variet\u00e0 di grano locali.\u00a0La perdita di specie cerealicole, l\u2019impoverimento dei suoli e l\u2019aumento del numero di individui affetti da malattie legate alla malnutrizione hanno portato al reinserimento di variet\u00e0 antiche nelle provette dei centri di ricerca, nei campi agricoli e sulle nostre tavole. Un fenomeno italiano che sta avendo largo seguito in tutto il mondo, spinto dalla necessit\u00e0 di fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici e della distribuzione ineguale delle risorse alimentari tra i popoli.<\/p>\n<h3>La storia del grano, le origini e le mutazioni<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coltivazione del frumento e il processo di panificazione hanno origini antichissime. Le prime tracce di addomesticazione del frumento selvatico nella mezzaluna fertile, il territorio che oggi va dalla Siria a parte dell\u2019Egitto, risalgono a circa 12mila anni fa. Le prime testimonianze della raccolta delle sementi arrivano 10mila anni fa, epoca in cui l\u2019uomo si \u00e8 organizzato in una struttura sociale civile, la citt\u00e0. Le nostre citt\u00e0, quindi, devono la loro esistenza alla scelta dell\u2019uomo di stanziarsi in villaggi, vicini ai campi agricoli che coltivava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019avvento del XX secolo si inizi\u00f2 a studiare il patrimonio genetico di molte specie cerealicole, grazie all\u2019operato di Nazareno Strampelli. L\u2019agronomo e genetista marchigiano selezion\u00f2 numerose variet\u00e0 di frumenti attraverso la cosiddetta \u201cibridazione\u201d, l\u2019incrocio tra pi\u00f9 specie, cogliendo il plauso dei connazionali solo durante il fascismo. La cosiddetta \u201cbattaglia del grano\u201d chiuse le frontiere dell\u2019Italia al grano sovietico rendendo il paese indipendente dall\u2019importazioni grazie alle \u201csementi elette\u201d, come le defin\u00ec Benito Mussolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fusto del frumento antico, pi\u00f9 alto di quello moderno, si piega pi\u00f9 facilmente sotto l\u2019azione del vento e della pioggia. Le spighe di grano antico sono pi\u00f9 grandi ma con un numero inferiore di semi e un contenuto inferiore di glutine, essenziale nei processi di panificazione. Per questo, la rivoluzione verde degli anni Sessanta ha portato alla selezione delle specie in grado di reagire agli attacchi dei parassiti, alla siccit\u00e0 e che restituivano raccolti pi\u00f9 abbondanti e facilmente lavorabile con le macchine.<br \/>\nIl passo verso la mutagenesi indotta \u00e8 breve. Nel 1974, nel centro di ricerca dell\u2019Enea, Villa Casaccia di Roma, iniziano le sperimentazioni per nanizzare il grano. Il processo della mutagenesi indotta agisce attraverso la radiazione con raggi gamma del cobalto radioattivo sul DNA delle sementi. Oggi, le multinazionali detengono tutte le royalties sui grani moderni, ottenuti per mutagenesi.<\/p>\n<p><strong>I programmi di sperimentazione colturale e recupero delle variet\u00e0 antiche<\/strong><br \/>\nLa produzione di grano moderno prevede la coltivazione di sementi nanizzati, trattati con concimi e pesticidi chimici. Le colture a scala industriale, ma anche quelle gestite da piccole e medie imprese, prevedono l\u2019impiego di macchinari pesanti e tecnologie che inquinano e impoveriscono il suolo.<\/p>\n<p>Per combattere la perdita di biodiversit\u00e0 e per tornare a una produzione pi\u00f9 sana e rispettosa, in molte delle regioni dedite alla produzione di frumento sono attivi dei programmi di recupero delle variet\u00e0 cerealicole antiche. Per esempio in Abruzzo, in provincia di Teramo, e in Emilia Romagna si coltiva una variet\u00e0 importata dall\u2019Egitto nel 400 d.C., la Saragolla, che presto fu soppianta dai grani venuti dell\u2019Africa e dal Medio Oriente.<\/p>\n<p>In Cilento viene coltivato un grano tenero semi selvatico gi\u00e0 noto agli antichi romani, il Carosella, abbandonato per variet\u00e0 pi\u00f9 adatte alla trebbiatura meccanica.<\/p>\n<p>E ancora, nell\u2019alta Maremma si trovano campi di grano Verna, Gentilrosso e di Frassineto prefetti per il clima, l\u2019altitudine e la tipologia del suolo.<\/p>\n<p>Mentre in Sicilia, nell\u2019entroterra catanese, si coltiva il grano duro Timilia, gi\u00e0 noto ai greci per la resistenza ai lunghi periodi di siccit\u00e0 e per questo particolarmente adatto al clima del bacino mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.ciboecibo.it\/Sani-buoni-e-etici\/Approfondiamo-la-parola-al-Dr-Longo\/Il-Grano-e-le-farine\/ca_139.html\" target=\"_blank\">Approfondimenti<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una farina con glutine ma depurata dalle tossine\u00a0e quindi\u00a0priva dell&#8217;effetto tossico dello stesso glutine. \u00c8 probabile\u00a0una possibile svolta per tutti i celiaci del mondo grazie alla definizione di un metodo scientifico volto a produrre farine con glutine senza\u00a0le tossine che provocano intolleranze e allergie. La ricerca \u00e8 stata condotta dall&#8217;Istituto di scienze dell&#8217;alimentazione-Cnr di Avellino. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-147","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dove-mangiare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=147"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":204,"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147\/revisions\/204"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}