{"id":2145,"date":"2014-08-04T00:00:00","date_gmt":"2014-08-04T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/e-morto-stefano-bonilli-n777\/"},"modified":"2018-09-05T15:54:04","modified_gmt":"2018-09-05T13:54:04","slug":"e-morto-stefano-bonilli-n777","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/e-morto-stefano-bonilli-n777\/","title":{"rendered":"E&#8217; morto Stefano Bonilli"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\">\n<h1 style=\"display:none;\">E&#8217; morto Stefano Bonilli<\/h1>\n<p style=\"text-align:justify\"><em>Improvvisamente, a soli 67 anni, <strong>\u00e8 morto oggi a Roma<\/strong> <strong>Stefano Bonilli<\/strong>, fondatore del <strong>Gambero Rosso<\/strong>, un punto di riferimento per tutti i giornalisti gastronomici italiani.<\/p>\n<p>La sua carriera inizia al Manifesto, dove nel 1986 fonda e dirige fino al 2008\u00a0la pi\u00f9 importante e prestigiosa rivista italiana del settore, il Gambero Rosso, nata prima come supplemento del quotidiano, poi come pubblicazione indipendente. In quegli stessi anni, insieme a Carlo Petrini e pochi altri gastronomi visionari, partecipa alla fondazione del movimento Slow Food.\u00a0Le sue idee, le sue riflessioni e i suoi pensieri si sono letti per anni sul blog Papero Giallo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-size:13px\"><strong><img decoding=\"async\" alt=\"Morto Stefano Bonilli\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/e-morto-stefano-bonilli-777.jpg\" style=\"border-style:solid; border-width:1px; float:left; height:160px; margin:8px; width:240px\"\/>Roma &#8211; 4 Agosto 2014. Aveva 67 anni Stefano Bonilli<\/strong>. Ex giornalista del Manifesto, nel 1986 ide\u00f2 l&#8217;inserto gastronomico diventato un punto di riferimento. Fu tra i primi a puntare su Ferran Adria. Stava scrivendo una storia della cucina italiana del dopoguerra<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Con <strong>Luigi Veronelli<\/strong>, <strong>Gianni Brera<\/strong>, <strong>Mario Soldati<\/strong> e pochissimi altri grandi del passato, aveva creato in Italia un modo <strong>nuovo di parlare del cibo<\/strong> e del vino, trasformandoli, da semplici piaceri alimentari, in cultura materiale e racconto di emozioni.\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-size:13px\">Una passione, quella di Bonilli per il <strong>buon mangiare<\/strong>, che nasceva da lontano, dalle gite fuori porta della sua Bologna alla ricerca della trattoria dove trovare le migliori tagliatelle, o del produttore al quale &#8220;strappare&#8221; il miglior prosciutto. In un&#8217;Italia del boom, che dopo la fame della guerra scopriva l&#8217;abbondanza, <u>Stefano Bonilli intu\u00ec che la tavola non era solo alimentazione o &#8220;vizio&#8221;<\/u>, ma anche cultura, racconto, passione. E che dietro ogni prodotto, ogni piatto, ogni ricetta, ci sono persone, territori, storie. E a questo si \u00e8 sempre dedicato con la curiosit\u00e0 e l&#8217;entusiasmo del giovane cronista di un tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Un entusiasmo che ebbe una battuta d&#8217;arresto solo in occasione del suo <u>traumatico allontanamento dal <strong>Gambero Rosso<\/strong>, nel 2008, dal gruppo che aveva fondato, per dissidi editoriali con la nuova propriet\u00e0<\/u>. Un periodo di amarezza superato soprattutto grazie alle sue nuove avventure sulla Rete. Prima con lo sviluppo del suo blog personale, il Papero Giallo che aveva aperto gi\u00e0 nel 2004. E poi con la nascita della <strong>Gazzetta gastronomica<\/strong>, un magazine online che in poco tempo \u00e8 diventato una delle voci pi\u00f9 autorevoli dell&#8217;informazione gastronomica su Internet.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\"><strong>Talent scout<\/strong>, fu tra i primi in Europa a puntare sul genio di un giovane Ferran Adria. Ma coltivava anche il gusto della memoria: purtroppo il suo ultimo progetto, al quale lavorava da anni, un libro che raccontasse la storia della cucina italiana del dopoguerra, ora non vedr\u00e0 pi\u00f9 la luce.<\/p>\n<p><strong>In un periodo cos\u00ec importante e delicato per l&#8217;enogastronomia italiana,\u00a0Stefano ci ha improvvisamente lasciati a soli 67 anni&#8230; troppo pochi per un uomo che aveva ancora tanto da raccontare, ma abbastanza per averci lasciato un patrimonio culturale di idee e fatti senza i quali oggi non saremmo qui nemmeno noi a chiaccherar di buon cibo.<\/strong><\/p>\n<div id=\"date\" style=\"display:none;\">2014-08-04<\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/e-morto-stefano-bonilli-777-1.jpg\" align=\"left\" style=\"margin-right:20px;margin-bottom:20px;max-width:350px;\" alt=\"E' morto Stefano Bonilli\"\/><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; morto Stefano Bonilli Improvvisamente, a soli 67 anni, \u00e8 morto oggi a Roma Stefano Bonilli, fondatore del Gambero Rosso, un punto di riferimento per tutti i giornalisti gastronomici italiani. 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