{"id":3821,"date":"2020-01-17T17:00:11","date_gmt":"2020-01-17T16:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/?p=3821"},"modified":"2020-02-02T17:09:13","modified_gmt":"2020-02-02T16:09:13","slug":"vi-raccontiamo-peppe-zullo-uno-dei-migliori-ambasciatori-delleccellenza-pugliese-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/vi-raccontiamo-peppe-zullo-uno-dei-migliori-ambasciatori-delleccellenza-pugliese-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Vi raccontiamo Peppe Zullo, uno dei migliori ambasciatori dell&#8217;eccellenza pugliese nel mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>A cura\ndi Giovanni Mastropasqua e di Stefania Leo<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiamato da tutti  \u201cil cuoco contadino\u201d, ma la sua terra l&#8217;ha portata in giro per il mondo. La sua amata Puglia \u00e8 dentro i suoi piatti, nei suoi viaggi e tra gli ormai famosissimi slogan che sono un tutt&#8217;uno con lui. Stiamo parlando di Peppe Zullo, chef tutto passione e territorio, che da oltre vent&#8217;anni offre un assaggio della Daunia autentica a Orsara di Puglia, in provincia di Foggia. Fedele rappresentante di Slow Food, di lui Carlo Petrini ha detto &#8220;<em>ha saputo restituire alla sua terra l&#8217;orgoglio che merita<\/em>&#8220;. Oscar Farinetti lo ha definito uno dei migliori ambasciatori dell&#8217;eccellenza pugliese nel mondo. Da Peppe Zullo il cibo \u00e8 considerato &#8220;elemento della felicit\u00e0&#8221;, valore ed obiettivo perseguito non solo nel suo ideale, ma anche nei suoi ristoranti, nella cantina e nella scuola di cucina. Lo abbiamo incontrato a Orsara, nel suo ristorante. Scaldati dal camino e dal suo vino ros\u00e8 Amarosa, ci siamo fatti raccontare la sua storia condita con il suo meraviglioso \u201cesperanto culinario\u201d, un &#8220;linguaggio&#8221; american-orsarese che lo ha reso cos\u00ec straordinariamente unico.   <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3824\" srcset=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia3.jpg 900w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia3-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come\nnasce il Peppe Zullo che conosciamo oggi?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Tutto\nebbe inizio negli anni Sessanta quando mia madre, in tempi non\nsospetti, prese in gestione una pompa di benzina a Orsara di Puglia.\nAll&#8217;epoca ero molto piccolo, avevo tra i 10 e i 15 anni. Di fronte al\ndistributore, costruimmo un chiosco in muratura in cui vendevamo\npanini con la mortadella e birra Peroni. Oggi lo chiamano <em>street\nfood<\/em>, no? Avevamo\nanche una camera, che affittavamo. Negli anni Settanta si parlava\nmolto di America, anzi di Stati Uniti, dove uno andava e diventava\npresidente o Rockfeller. Anche io feci un sogno, il cosiddetto\n<em>American Dream<\/em>:\nandare l\u00ec e aprire un ristorante. Cos\u00ec feci la mia valigia di\ncompensato e part\u00ec oltreoceano.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come\nhai preso i contatti?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Avevo\nun amico, che a sua volta aveva uno zio a Boston, e ogni tanto andava\na trovarlo. Cos\u00ec una volta gli ho detto: &#8220;Vengo pure io&#8221;. \n<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>La\npassione per la cucina c&#8217;era gi\u00e0?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0\ncucinavo quel che era il cibo popolare nel chiosco di famiglia. Mia\nmadre \u00e8 stata la mia prima ispirazione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cos&#8217;\u00e8\nsuccesso dopo?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Una\nvolta l\u00ec prima ho fatto il meccanico, aprendo un garage con questo\nmio amico. Poi ho aperto Peppe&#8217;s. Fu una prima esperienza tosta,\nforte. Facevamo cucina italiana, ma non la pizza. Venivano molti\namericani, specialmente ebrei, che uscivano spesso per cenare fuori.\nGli italiani rimanevano in casa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Chi\nti ha finanziato?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Quando\nsono partito, avevo trecentomila lire. Poi ho fatto un po&#8217; di soldi\nl\u00ec. Ma questo ristorante non fu una cosa costosissima. All&#8217;epoca era\nfacile: le difficolt\u00e0 e la burocrazia pesavano meno. \n<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quanto\n\u00e8 durata questa esperienza? <\/strong>\n<\/h4>\n\n\n\n<p><em>On<\/em> e <em>off<\/em>, un tre anni.  Poi ho aperto Italian American Corporation: facevamo cucina italiana, anche se negli anni Ottanta in America era difficilissimo fargliela capire.  Poi sono andato a Las Vegas, e subito dopo sono stato chiamato da un mio amico in Messico, a Puerto Vallarta. <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa rappresentava secondo te l&#8217;italianit\u00e0 in cucina negli Stati Uniti?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Per identificare gli italiani a volte si usava l&#8217;espressione <em>spaghetti meatball<\/em>, perch\u00e9 era diventato il simbolo della loro cucina. Una volta ho realizzato un evento proponendo le breadball invece di quelle con la carne, che io preferisco. Ci sono cresciuto, a polpette di pane!<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Com&#8217;era\nla cucina italiana all&#8217;epoca, in America?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ricca.\nUna delle cose pi\u00f9 pesanti che si potessero mangiare era la <em>Chicken\neggplants parmigiana<\/em>.\nFacevano la Parmigiana con queste melanzane, belle piene e untuose,\nalternata con pomodoro, mozzarella e delle fettine di pollo. Una\nbomba, che ancora oggi alcuni ristoranti fanno. Poi il vino ha\nseguito il cibo, e il cibo ha seguito il vino&#8230;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>In\nche senso?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Negli anni settanta si esportavano pochissime etichette. Ricordo che c&#8217;era questo vino che agli americani piaceva molto, si chiamava Cantine Riunite, era un Lambrusco frizzante. A loro piaceva proprio per questo e perch\u00e9 era un po&#8217; dolciastro. C&#8217;erano i Chianti Classico in bottiglie rivestite di paglia, qualche Barolo&#8230; Io ero innamorato del Verdicchio, che per fortuna c&#8217;era: all&#8217;epoca Umani Ronchi gi\u00e0 esportava verso l&#8217;America, con questa anfora che aveva un grande successo.  <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno in Italia?<\/h4>\n\n\n\n<p>In Italia sono tornato negli anni &#8217;80. Abbiamo iniziato da un tavolo grande e una piccolissima cucina e pian piano siamo cresciuti. Erano anni particolarmente felici, l&#8217;economia andava molto bene e la ristorazione iniziava a funzionare. Cos\u00ec \u00e8 nato il mio primo ristorante, il ristorante Peppe Zullo. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>E poi \u00e8 arrivata Villa Jamele, nel 1999.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il\nproprietario storico, il primo Jamele, mor\u00ec negli anni Cinquanta.\nDato che non aveva figli, lasci\u00f2 tutto ai nipoti, che tennero la\nstruttura in buone condizioni fino agli anni settanta. Quando l&#8217;ho\nrilevata, era fatiscente. Le masserie sono un patrimonio italiano,\nqui in Puglia ancora di pi\u00f9: ce ne sono alcune che sono dei borghi.\nLa mia idea \u00e8 stata rilevarla e recuperarla. Erano tempi belli, in\ncui si lavorava tanto, c&#8217;era business&#8230;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>La\nDaunia ha un&#8217;economia prevalentemente agricola, giusto?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>S\u00ec. Se scendiamo verso il Tavoliere, abbiamo terreni straordinari. Siamo i pi\u00f9 grandi produttori di carciofi, con 13 mila ettari di terra coltivati. Poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;asparago verde. C&#8217;\u00e8 un signore che coltiva 600 ettari di sedano tutto l&#8217;anno. <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parliamo\ndi Peppe Zullo, l&#8217;uomo. Cosa ti ha dato la popolarit\u00e0? Quando hai\niniziato a vedere l&#8217;affetto della gente nei tuoi confronti?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Peppe\nZullo come idea, filosofia, ha incontrato molte difficolt\u00e0. Quando\nparlavo di orto, di grano arso, di ambiente, di natura, di\nsostenibilit\u00e0, di biodiversit\u00e0, trent&#8217;anni fa, dicevano \u201c<em>Chist\n\u00e8 nu pacce<\/em>\u201d. Oggi\ntutti ne parlano. \n<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u00c8\nstato un percorso all&#8217;incontrario, dunque. <\/strong>\n<\/h4>\n\n\n\n<p>Durante\nl&#8217;ultimo Appuntamento con la Daunia (manifestazione Slow Food, ndr.)\nci siamo confrontati su questi temi, a partire dal primo passo sulla\nLuna di Armstrong a oggi. C&#8217;\u00e8 stato un percorso incredibile. Ricordo\nche all&#8217;epoca si diceva che non avremmo mangiato pi\u00f9 cibo, ma solo\npillole. E invece non \u00e8 successo, anche se negli anni Ottanta c&#8217;\u00e8\nstata la smania di copiare gli americani, con piatti tipo Panna,\nsalmone e cha cha cha. Quello che mi ha aiutato in questi anni \u00e8\nstato Slow Food, che ha sempre portato avanti la filosofia del\n\u201cbuono, pulito e giusto\u201d. Dico sempre: cosa sarebbe il mondo\nsenza Slow Food? Ho avuto ospite da me spesso Carlin Petrini, che ha\ngirato l&#8217;Italia per capire cosa si faceva. Sono stati operativi,\npratici. Devo molto a questa realt\u00e0. E poi c&#8217;\u00e8 stata la forza di\nfare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Poi\n\u00e8 arrivata anche la tv.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ricordo\ncose molto belle che ho fatto, tra cui un programma col Gamebro\nRosso, \u201cA casa dello chef\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un\nvero precursore di MasterChef! Ma perch\u00e9 si va da Peppe Zullo?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9\nnon siamo un ristorante normale. La nostra \u00e8 un&#8217;esperienza che\nrimane. Quando in America si parla di andare in un locale, loro lo\ndefiniscono come <em>dining\nexperience<\/em>. \u00c8\nl&#8217;esperienza nell&#8217;insieme: il luogo dove vai, l&#8217;ambiente, l&#8217;aria che\nsi respira, il servizio, l&#8217;originalit\u00e0 dei piatti. Se hai avuto\nun&#8217;esperienza gastronomica completa, va bene. Poi da noi, tocchi un\nterritorio. A parte le stelle e i riconoscimenti, vedo gente che\nvuole entrare in questo mondo. Poi devi essere tu bravo a trasformare\nun lampascione in un piatto importante.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che\npercentuale di importanza dai al gusto e alla salubrit\u00e0 del piatto?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>L&#8217;essere\numano \u00e8 un animale, usa tutti e cinque i sensi, almeno in relazione\nal cibo. Quindi un piatto deve essere prima di tutto bello. Poi ci\nsono i profumi: se un cibo puzza, non lo mangio. Dopo di che c&#8217;\u00e8 il\ngusto, una cosa molto importante. La nostra bocca \u00e8 un laboratorio\ndi analisi organolettica. Il cibo deve essere piacevole, deve farmi\nvenire voglia di mangiare ancora. \u00c8 un fattore che dipende anche\ndall&#8217;esperienza di chi viene a mangiare. \n<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Chi\nsono i tuoi clienti?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Lavoriamo con un raggio d&#8217;azione di un centinaio di km, da Bari e Avellino. Ma arrivano fortunatamente da tutto il mondo<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qual\n\u00e8 il giorno di chiusura e come va il ristorante fuori dalle feste?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Di\nsolito chiudiamo il marted\u00ec. Fuori dalle feste \u00e8 pi\u00f9 tranquillo.\nQuando non c&#8217;\u00e8 clientela, facciamo manutenzione: c&#8217;\u00e8 sempre tanto\nda fare. Bisogna essere polivalenti, multifunzionale, versatili. Se\nsei monotematico, non vai da nessuna parte.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Raccontaci la Cantina del Paradiso<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia15-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3858\" srcset=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia15-1.jpg 900w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia15-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia15-1-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa cantina ha poco pi\u00f9 di vent&#8217;anni ma ha avuto il privilegio di essere stata premiata alla biennale di Venezia nella sezione &#8220;Le Cattedrali del vino&#8221;.  Questa struttura sotterranea \u00e8 a tutti gli effetti un\u2019opera d\u2019arte che racconta lo spazio, la passione e l\u2019ingegno di un luogo capace di essere contenitore &#8211; e quindi di accogliere &#8211; ma anche de essere esso stesso &#8220;contenuto&#8221;. Oggi \u00e8 un piccolo centro storico sotto la vigna, che unisce architettura, arte, vino e cibo. L&#8217;ambiente \u00e8 molto suggestivo, con questi cardi e decumani. Abbiamo un cinema e una sala convegni. Abbiamo vicoli e vicoletti. Abbiamo le case, come quella del pomodoro dove riponiamo la nostra passata. C&#8217;\u00e8 quella dei peccati, di gola ovviamente. Per tutto questo enorme lavoro non posso non ringraziare tutte le persone che hanno dato il loro importante contributo e, tra i tanti, l&#8217;enologo Severino Garofano, l&#8217;architetto Nicola Tramonte che ha disegnato l&#8217;intera opera, e il pittore Leon Marino che ha affrescato tutta la cantina.<\/p>\n\n\n\n<p>Un universo fatto di tanti pianeti, quello di Peppe Zullo. Ma, contrariamente alla Luna o a Marte, sono tutti completamente accessibili a chiunque ha voglia di andare a Orsara di Puglia, sedersi a tavola e assaggiare che sapore ha la cultura gastronomica di un territorio eccezionale come la Daunia.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3823\" srcset=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia2.jpg 900w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia2-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia8.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3829\" srcset=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia8.jpg 900w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia8-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia8-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3833\" srcset=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia12.jpg 900w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia12-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia12-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3826\" srcset=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia5.jpg 800w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia5-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia5-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia16.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3837\" srcset=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia16.jpg 900w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia16-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia16-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia13.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3834\" srcset=\"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia13.jpg 900w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia13-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Peppe-Zullo-ristorante-Orsara-di-Puglia13-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Giovanni Mastropasqua e di Stefania Leo \u00c8 chiamato da tutti \u201cil cuoco contadino\u201d, ma la sua terra l&#8217;ha portata in giro per il mondo. 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