{"id":4141,"date":"2020-10-12T19:22:26","date_gmt":"2020-10-12T17:22:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/\/?p=4141"},"modified":"2020-10-12T19:27:11","modified_gmt":"2020-10-12T17:27:11","slug":"che-differenza-ce-tra-osteria-e-trattoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/che-differenza-ce-tra-osteria-e-trattoria\/","title":{"rendered":"Che differenza c&#8217;\u00e8 tra osteria e trattoria?"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cAndiamo a cenare in osteria! No, meglio in trattoria!\u201d. Pu\u00f2 capitare di sentir pronunciare una frase del genere da chi \u00e8 davvero appassionato di buon cibo. Chi invece si limita semplicemente ad andare fuori a cena (o a pranzo) non sospetta che possano esistere delle <strong>differenze anche considerevoli tra queste due tipologie di locali. <\/strong>Ma come si fa a capire quali sono queste differenze, e a quale metro di giudizio bisogna attenersi per scoprirlo? Proviamo a fare chiarezza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;origine dei due nomi: trattoria per \u201ctrattare\u201d il cibo e osteria per \u201cospitare\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>Partiamo dalla cosa pi\u00f9 intuitiva che si possa fare: cercare di capire l&#8217;origine dei termini \u201cTrattoria\u201d e \u201cOsteria\u201d. Il termine trattoria \u00e8 certamente pi\u00f9 utilizzato di osteria, e secondo alcuni dizionari per trattoria si intenderebbe un posto pi\u00f9 modesto rispetto al classico ristorante, anche se <strong>in certi contesti tipici una trattoria pu\u00f2 risultare piuttosto esclusiva <\/strong>(quando ad esempio ci inoltriamo nell&#8217;universo delle tipicit\u00e0 e della genuinit\u00e0 del prodotto). Anticamente, inoltre, il \u201ctrattore\u201d era l&#8217;oste, cio\u00e8 quello che \u201ctrattava\u201d i cibi. Da qui il nome della tipologia di locale. Ma allora, se il trattore era l&#8217;oste, qual \u00e8 la differenza con l&#8217;osteria? In realt\u00e0 la parola italiana \u201coste\u201d somiglia a quella dell&#8217;antico francese e alla parola inglese \u201chost\u201d, che significano entrambe \u201cospite\u201d. L&#8217;oste dunque era anticamente chi accoglieva i viandanti che avevano bisogno di un po&#8217; di cibo e riposo. Non si poteva essere troppo esigenti nelle osterie (le antiche \u201clocande\u201d) e bisognava accontentarsi di quello che c&#8217;era, anche solo di pane, formaggio e buon vino. &nbsp;La somministrazione di pasti veri e propri, infatti, non era prerogativa delle osterie di una volta. Erano luoghi in cui si&nbsp;beveva e il cibo, solitamente, serviva per accompagnare la bevuta in corso. Dunque, secondo l&#8217;origine dei nomi e la storia, un&#8217;osteria dovrebbe essere pi\u00f9 alla buona di una trattoria ed essere in grado di fornire un posto letto. In realt\u00e0 oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capovolgimento dei ruoli nasce dal presidio Slow Food<\/h2>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;autunno del 1990 accade una piccola rivoluzione: il presidio Slow Food pubblica la prima guida alle osterie d&#8217;Italia. Da allora sono trascorsi trent&#8217;anni, e ogni anno il volume \u00e8 atteso come una sorta di piccola Bibbia. Il risultato \u00e8 stato che in questi trent&#8217;anni il concetto di osteria si \u00e8 completamente rivisitato e capovolto: non pi\u00f9 un locale alla buona dove fermarsi a \u201cmangiucchiare\u201d ma soprattutto bere vino, come cantava anche Guccini nelle sue canzoni, ma <strong>un luogo in cui indugiare ad esperienze culinarie eccezionali.<\/strong> Un&#8217;osteria, perci\u00f2, al giorno d&#8217;oggi, non \u00e8 sempre cos\u00ec abbordabile economicamente. Basti pensare che uno dei posti pi\u00f9 cari in cui mangiare in Italia resta l&#8217;\u201dOsteria Francescana\u201d di Massimo Bottura, a Modena, dove si spendono mediamente circa 300 euro a testa per una cena, vini esclusi. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I parametri di cui tener conto: prezzi, ospitalit\u00e0 e qualit\u00e0 del cibo<\/h2>\n\n\n\n<p>Una volta messa da parte la differenza storica e sociale tra osteria e trattoria, veniamo alle <strong>differenze legate al prezzo<\/strong>. Anche per quanto riguarda la spesa media, nel tempo le cose sono cambiate e anche di molto. Oggi esistono trattorie stellate e osterie economiche e viceversa. Se un tempo il termine Trattoria era inequivocabilmente legato ad un luogo semplice ed economico, oggi non \u00e8 detto che non ci si imbatta in un luogo elegante e dai prezzi non necessariamente bassissimi. Pensate ad <strong><a href=\"http:\/\/www.lapuraza.it\/\">una delle trattorie di pesce pi\u00f9 famose d&#8217;Italia<\/a><\/strong>, la Trattoria <strong>La Puraza<\/strong>, ristorante dalla cucina tipica romagnola di mare, che \u00e8 un vero e proprio gioiellino di eleganza e di accoglienza. A parte qualche eccezione, comunque, in generale, <strong>per una trattoria media e del buon cibo, il prezzo non dovrebbe superare i 40-50 euro a testa.<\/strong> I parametri di scelta possono infine variare sulla tipologia di cucina e sulla qualit\u00e0 degli ingredienti (km 0 piuttosto che no).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAndiamo a cenare in osteria! No, meglio in trattoria!\u201d. Pu\u00f2 capitare di sentir pronunciare una frase del genere da chi \u00e8 davvero appassionato di buon cibo. 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