{"id":5585,"date":"2025-08-17T09:14:00","date_gmt":"2025-08-17T07:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/?p=5585"},"modified":"2025-08-17T09:14:06","modified_gmt":"2025-08-17T07:14:06","slug":"dal-sogno-al-tracollo-perche-neat-burger-il-fast%e2%80%91food-vegano-di-hamilton-e-dicaprio-ha-chiuso-i-battenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/dal-sogno-al-tracollo-perche-neat-burger-il-fast%e2%80%91food-vegano-di-hamilton-e-dicaprio-ha-chiuso-i-battenti\/","title":{"rendered":"Dal sogno al tracollo: perch\u00e9 Neat Burger, il fast\u2011food vegano di Hamilton e DiCaprio, ha chiuso i battenti"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il <strong>fast\u2011food vegano<\/strong> che voleva rivoluzionare il settore, sostenuto da due star internazionali come Lewis Hamilton e Leonardo\u202fDi\u202fCaprio, \u00e8 arrivato al capolinea. Neat\u202fBurger, nata nel 2019 con la promessa di portare in piazza <strong>hamburger vegetali e un modello sostenibile<\/strong>, \u00e8 stata messa in liquidazione a luglio 2025. In sei anni la catena \u00e8 passata dalla <strong>rapida espansione<\/strong> ai conti in rosso e alle serrande abbassate, lasciando aperti solo due locali a Milano. Questo articolo ripercorre gli intenti del progetto e analizza le ragioni del suo fallimento, anche alla luce delle dinamiche del mercato vegano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli intenti del progetto &#8220;Neat Burger&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p>Neat\u202fBurger nasce a Londra nel 2019 con l\u2019ambizione di <strong>\u201crivoluzionare il modo di pensare al cibo privo di carne\u201d<\/strong>. Hamilton, gi\u00e0 passato a una dieta vegana, descriveva il format come <strong>un punto di svolta<\/strong> per portare la cucina plant\u2011based al grande pubblico. L\u2019idea era offrire hamburger, panini con pollo fritto, pulled pork e milkshake che ricordassero, per aspetto e gusto, quelli delle grandi catene internazionali, ma utilizzando esclusivamente ingredienti vegetali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019etica ambientale era un pilastro del progetto. <strong>Packaging completamente plastic\u2011free<\/strong> e <strong>piantumazione di un albero per ogni panino venduto<\/strong> erano parte della proposta. Hamilton fu affiancato da soci come l\u2019imprenditore italiano Tommaso\u202fChiabra, gi\u00e0 investitore di Beyond\u202fMeat, e Di\u202fCaprio entr\u00f2 come \u201cinvestitore strategico\u201d nel 2022. Persino il portiere del Real\u202fMadrid, Thibaut\u202fCourtois, decise di supportare la start\u2011up. Grazie all\u2019eco mediatica dei fondatori la catena apr\u00ec in poco tempo otto punti vendita a Londra, arrivando anche a New\u202fYork, Dubai e due sedi a Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo dichiarato era posizionarsi come <strong>l\u2019alternativa vegana ai giganti del fast food<\/strong>, dimostrando che un\u2019offerta etica e sostenibile potesse essere anche redditizia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 Neat\u202fBurger \u00e8 fallita (e cosa ci insegna)<\/h2>\n\n\n\n<p>Dietro l\u2019entusiasmo iniziale si nascondevano per\u00f2 <strong>difficolt\u00e0 strutturali<\/strong>. Gi\u00e0 nel 2022 la catena incominciava a registrare perdite per 7,9\u202fmilioni di sterline (9,15\u202fmilioni di euro), pi\u00f9 del doppio rispetto ai 3,7\u202fmilioni dell\u2019anno precedente. Nel 2023 la situazione peggiora e il marchio inizia a chiudere met\u00e0 dei ristoranti londinesi, a cui seguirono i locali di New\u202fYork e Dubai. All\u2019estate 2025 erano rimasti aperti soltanto i due punti vendita milanesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi fattori hanno contribuito al declino. In primo luogo, la <strong>difficolt\u00e0 di attrarre e fidelizzare clienti<\/strong>; poi i <strong>costi operativi in aumento<\/strong>, che hanno eroso rapidamente i margini. Le perdite hanno costretto a ridimensionare l\u2019espansione e a licenziare personale; la chiusura dell\u2019ultimo store britannico ad aprile 2025 ha fatto saltare circa 150 posti di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, l\u2019offerta \u2013 pur ben curata \u2013 rimaneva <strong>pi\u00f9 costosa rispetto ai fast food tradizionali<\/strong>. Secondo analisi di mercato, molti consumatori hanno iniziato a orientarsi verso opzioni <strong>pi\u00f9 economiche complice l\u2019inflazione<\/strong>, dimostrando che <strong>una visione etica non sempre si traduce in successo economico<\/strong>. Il <strong>pubblico vegano<\/strong> e <strong>flexitariano<\/strong>, seppur in crescita, resta una nicchia; su larga scala non ha compensato i costi elevati delle materie prime vegetali lavorate.<\/p>\n\n\n\n<p>A peggiorare la reputazione, anche un episodio negativo: nel 2024 il locale di Camden a Londra riceve <strong>una valutazione igienico\u2011sanitaria di due stelle su cinque<\/strong>. Il problema viene risolto e all\u2019ispezione successiva il punteggio torna al massimo, ma l\u2019episodio conferm\u00f2 la percezione di una gestione non impeccabile e cadde in un momento di ridimensionamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Da osservatore esterno, il fallimento di Neat\u202fBurger appare anche il segno di un <strong>\u201craffreddamento\u201d del boom vegano<\/strong>. Dopo l\u2019ondata di investimenti su start\u2011up plant\u2011based, il mercato \u00e8 entrato in una fase di consolidamento. Marchi come Beyond\u202fMeat hanno rivisto strategie e valutazioni, e catene come Neat\u202fBurger, costruite sull\u2019onda dell\u2019entusiasmo, non hanno retto alle pressioni finanziarie e alla concorrenza di locali tradizionali che hanno introdotto opzioni vegane. La rapidit\u00e0 dell\u2019espansione e gli elevati costi di location nelle grandi citt\u00e0 si sono scontrati con un pubblico che, pur apprezzando l\u2019idea, non era disposto a sostenerla in modo continuativo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando il dialogo si trasforma in scontro: le conseguenze della polarizzazione tra vegani e onnivori<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-c172ee1e88f7f5a3f8a0672811df59e8\" style=\"color:#0d5c89\">Non si dovrebbe sottovalutare anche questo aspetto: alcune campagne animaliste, utilizzano toni fortemente moralistici o immagini scioccanti per sensibilizzare il pubblico, ha creato <strong>polarizzazione<\/strong>. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il rapporto tra movimenti vegani e mondo onnivoro negli ultimi anni si \u00e8 esasperato<\/span>, come spesso accade quando si affrontano temi identitari.  Queste scelte comunicative attirano l\u2019attenzione, ma possono anche innescare meccanismi di difesa o di rigetto in chi non condivide gli stessi valori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-b17bfce94cfae9467dce32a9f431a6d2\" style=\"color:#0d5c89\"><strong>Da un punto di vista sociologico<\/strong>, quando un gruppo percepisce che le proprie abitudini vengono giudicate o attaccate, \u00e8 probabile che reagisca irrigidendo le proprie posizioni. Cos\u00ec l\u2019\u201c<em>eccessiva manifestazione di odio<\/em>\u201d a cui fai riferimento pu\u00f2 alimentare un <strong>antagonismo reciproco<\/strong>: da un lato alcuni vegani possono vedere chi consuma carne come insensibile; dall\u2019altro, alcuni onnivori possono <strong>considerare il veganismo come un\u2019imposizione ideologica <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">e reagire con sarcasmo o ostilit\u00e0<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per le aziende e i progetti legati al plant\u2011based, questo \u00e8 un fattore da non sottovalutare. Una comunicazione inclusiva, che punti sui benefici ambientali e sulla variet\u00e0 dell\u2019offerta senza demonizzare chi fa scelte diverse, tende a essere pi\u00f9 efficace nel coinvolgere anche i curiosi e i flexitariani. In altre parole, ampliare il dialogo anzich\u00e9 innalzare muri pu\u00f2 ridurre le reazioni di rifiuto e favorire una transizione alimentare pi\u00f9 serena.<\/p>\n\n\n\n<p>Neat\u202fBurger, insomma, \u00e8 stata un\u2019esperienza pionieristica che ha messo al centro la sostenibilit\u00e0 e la visione vegana, ma non ha trovato un equilibrio tra <strong>ambizione etica e sostenibilit\u00e0 economica<\/strong>. La sua parabola mostra che per rivoluzionare davvero il fast\u2011food servono s\u00ec investitori e visibilit\u00e0, ma anche <strong>un modello di business resiliente<\/strong>, <strong>prezzi accessibili<\/strong> e un mercato maturo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fast\u2011food vegano che voleva rivoluzionare il settore, sostenuto da due star internazionali come Lewis Hamilton e Leonardo\u202fDi\u202fCaprio, \u00e8 arrivato al capolinea. 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