{"id":5807,"date":"2026-05-22T07:05:41","date_gmt":"2026-05-22T05:05:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/?p=5807"},"modified":"2026-05-22T07:05:43","modified_gmt":"2026-05-22T05:05:43","slug":"addio-a-carlo-petrini-il-visionario-che-trasformo-il-cibo-in-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/addio-a-carlo-petrini-il-visionario-che-trasformo-il-cibo-in-cultura\/","title":{"rendered":"Addio a Carlo Petrini, il visionario che trasform\u00f2 il cibo in cultura"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Fondatore di Slow Food, ideatore di Terra Madre e dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, aveva 76 anni. Con il motto <\/em>&#8220;<em>buono, pulito e giusto&#8221; ha cambiato il modo in cui il mondo pensa al mangiare, all\u2019agricoltura e alla biodiversit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>BRA <\/strong>&#8211; <strong>\u00c8 morto Carlo Petrini<\/strong>, il <strong>fondatore di Slow Food<\/strong>, l\u2019uomo che pi\u00f9 di ogni altro ha trasformato il cibo da semplice piacere della tavola a questione culturale, politica, ambientale e civile. Si \u00e8 spento nella tarda serata di gioved\u00ec 21 maggio 2026 nella sua casa di Bra, nel Cuneese, all\u2019et\u00e0 di 76 anni. A darne notizia \u00e8 stato il movimento che lui stesso aveva fondato e guidato, ricordando la sua &#8220;grande capacit\u00e0 di visione&#8221; e l\u2019amore per il bene comune, per le relazioni umane, per la natura e per la biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutti era <strong>Carlin<\/strong>. Nato a Bra il 22 giugno 1949, Petrini \u00e8 stato gastronomo, giornalista, scrittore, militante culturale e organizzatore instancabile. Ma nessuna definizione, da sola, basta a contenerne la figura. La sua intuizione fu semplice e radicale: il cibo non \u00e8 mai soltanto cibo. \u00c8 memoria, territorio, lavoro, paesaggio, salute, comunit\u00e0, economia, giustizia. Da questa idea nacque una delle pi\u00f9 influenti avventure culturali italiane del secondo Novecento, capace di parlare al mondo senza perdere il passo delle colline di Langa da cui proveniva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli inizi: Arcigola, il manifesto Slow Food e le battaglie<\/h2>\n\n\n\n<p>La storia pubblica di Petrini comincia nel 1986, anno in cui nasce Arcigola, l\u2019esperienza che sarebbe poi diventata Slow Food Italia. Tre anni dopo, il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food venne firmato da delegazioni provenienti da diversi Paesi: fu l&#8217;atto di nascita internazionale di un movimento destinato a diffondersi ben oltre i confini della gastronomia. Petrini ne fu eletto presidente e mantenne la guida fino al 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo nome resta legato anche alla protesta contro l\u2019apertura del McDonald\u2019s in piazza di Spagna a Roma, nel 1986: un episodio diventato simbolico, spesso raccontato come il momento in cui la reazione alla standardizzazione del gusto si tradusse in proposta culturale. TIME ha ricostruito quella stagione ricordando la mobilitazione contro l\u2019arrivo del fast food nel cuore della capitale e la successiva nascita del movimento internazionale nel 1989.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Petrini non fu mai soltanto l\u2019uomo del &#8220;no&#8221; al fast food. La sua forza fu costruire alternative. Slow Food non predic\u00f2 nostalgia, ma responsabilit\u00e0. Al centro mise il diritto al piacere e la formula che divenne manifesto: <strong>cibo buono, pulito e giusto<\/strong>. Buono per chi lo mangia, pulito per l\u2019ambiente, giusto per chi lo produce. In quella triade, Petrini condens\u00f2 una visione che anticip\u00f2 molti dei temi oggi centrali: filiere corte, biodiversit\u00e0, dignit\u00e0 del lavoro agricolo, difesa delle culture alimentari locali, critica all\u2019omologazione e all\u2019agroindustria senza misura.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La nascita di Terra Madre<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 2004 diede vita a due delle sue creature pi\u00f9 importanti: <strong>Terra Madre<\/strong>, la rete internazionale delle comunit\u00e0 del cibo, e l\u2019<strong>Universit\u00e0 degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo<\/strong>, il primo ateneo al mondo dedicato a un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo. Con Pollenzo, Petrini port\u00f2 la gastronomia nell\u2019universit\u00e0, sottraendola all\u2019idea di disciplina minore o mondana e collocandola dentro un campo complesso fatto di storia, ecologia, economia, antropologia, agricoltura e politica. Secondo Slow Food, l\u2019ateneo ha formato circa 4.000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Terra Madre fu l\u2019altra grande intuizione: una globalizzazione rovesciata, fondata non sull\u2019uniformit\u00e0 ma sulle differenze. Piccoli produttori, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici e comunit\u00e0 locali furono messi in rete per dare voce a chi custodiva saperi agricoli e alimentari spesso marginalizzati dal mercato globale. Slow Food ricorda che quella rete ha contribuito alla diffusione del movimento in oltre 160 Paesi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Time lo indic\u00f2 come un eroe<\/h2>\n\n\n\n<p>Il riconoscimento internazionale arriv\u00f2 presto. Nel 2004 TIME lo indic\u00f2 tra gli &#8220;European Heroes&#8221;; nel 2013 il Programma delle Nazioni Unite per l\u2019Ambiente gli assegn\u00f2 il premio <strong>Champions of the Earth<\/strong>, definito dall\u2019UNEP il massimo riconoscimento ambientale delle Nazioni Unite, per il suo contributo alla difesa della biodiversit\u00e0 e delle produzioni artigianali e sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Petrini seppe parlare a mondi diversi: contadini e chef, accademici e amministratori, ambientalisti e cattolici sociali, studenti e produttori. Negli ultimi anni fu anche tra i cofondatori delle <strong>Comunit\u00e0 Laudato si\u2019<\/strong>, nate nel 2017 sull\u2019ispirazione dell\u2019enciclica ecologica di Papa Francesco. Era una traiettoria coerente con la sua idea di ecologia integrale: non la natura separata dall\u2019uomo, ma la vita comune come rete di relazioni, responsabilit\u00e0 e limiti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Autore di libri che hanno rappresentato le fondamenta della cultura gastronomica contemporanea<\/h2>\n\n\n\n<p>Autore di libri fondamentali per la cultura gastronomica contemporanea, da <strong>Buono, pulito e giusto<\/strong> a <strong>Cibo e libert\u00e0<\/strong>, da <strong>Terra madre<\/strong> a <strong>Slow Food. Storia di un\u2019utopia possibile<\/strong>, Petrini ha lasciato una produzione che unisce saggio, manifesto e racconto civile. La sua scrittura, come la sua parola pubblica, aveva il tono del militante pi\u00f9 che del teorico: concreta, popolare, spesso provocatoria, sempre attraversata da una fiducia ostinata nella possibilit\u00e0 di cambiare il mondo partendo dalle cose pi\u00f9 quotidiane.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua frase pi\u00f9 citata, ricordata anche da Slow Food nel giorno della scomparsa, era: &#8220;<strong>Chi semina utopia, raccoglie realt\u00e0.<\/strong>&#8221; Non era uno slogan ornamentale. Era il programma di una vita. Petrini ha seminato un\u2019utopia contadina e cosmopolita, locale e internazionale, conviviale e politica. Ha insegnato che il piacere non \u00e8 evasione, che la lentezza pu\u00f2 essere una forma di resistenza, che scegliere cosa mangiamo significa scegliere quale agricoltura, quale economia e quale societ\u00e0 vogliamo sostenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la sua morte scompare una delle voci italiane pi\u00f9 riconoscibili del pensiero ecologista e alimentare globale. Resta un movimento, restano un\u2019universit\u00e0, una rete mondiale di comunit\u00e0, migliaia di produttori e studenti, e una parola &#8211; <strong>slow<\/strong> &#8211; che grazie a lui non significa arretratezza, ma attenzione. Non nostalgia, ma futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo Petrini ha fatto del cibo un linguaggio universale. E ha ricordato al mondo che a tavola non ci si limita a mangiare: si decide, ogni giorno, da che parte stare.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riepilogo informazioni su Carlo Petrini<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Nome:<\/strong> Carlo Petrini<br><strong>Soprannome:<\/strong> Carlin<br><strong>Nato:<\/strong> Bra, 22 giugno 1949<br><strong>Morto:<\/strong> Bra, 21 maggio 2026<br><strong>Et\u00e0:<\/strong> 76 anni<br><strong>Professione:<\/strong> gastronomo, giornalista, scrittore, attivista<br><strong>Fondatore di:<\/strong> Slow Food<br><strong>Ideatore di:<\/strong> Terra Madre; Universit\u00e0 degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo<br><strong>Formula simbolo:<\/strong> \u201cbuono, pulito e giusto\u201d<br><strong>Riconoscimenti:<\/strong> TIME European Hero 2004; UNEP Champions of the Earth 2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondatore di Slow Food, ideatore di Terra Madre e dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, aveva 76 anni. 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