{"id":6013,"date":"2026-10-13T08:04:21","date_gmt":"2026-10-13T06:04:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/?p=6013"},"modified":"2026-10-13T08:04:26","modified_gmt":"2026-10-13T06:04:26","slug":"bonci-la-pizza-al-taglio-diventa-vegan-in-via-trionfale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oraviaggiando.it\/blog\/bonci-la-pizza-al-taglio-diventa-vegan-in-via-trionfale\/","title":{"rendered":"Bonci, la pizza al taglio diventa vegan in via Trionfale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il Panificio Bonci di via Trionfale dopo la ristrutturazione si \u00e8 presentato con un banco interamente vegetale. Gabriele Bonci la spiega cos\u00ec: salumi e carni buone costano troppo, e la pizza al taglio deve restare popolare. Peccato che i conti, rifatti con calma, raccontino una storia un po&#8217; diversa. L&#8217;alga dulse costa pi\u00f9 delle alici. Il prosciutto da cinquanta euro al chilo sul trancio non l&#8217;ha mai visto nessuno. E il &#8220;vegetale&#8221; in via Trionfale \u00e8 gi\u00e0 passato due volte, per poi andarsene. Resta una pizza probabilmente buonissima, e un racconto che pesa pi\u00f9 del trancio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riapre il Panificio Bonci, e sul banco gli animali non ci sono pi\u00f9<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dai fatti. L&#8217;insegna di via Trionfale 36, aperta nel 2012, nell&#8217;estate 2026 ha chiuso per circa un mese e mezzo di lavori; alla riapertura di settembre, pi\u00f9 del restyling, ha fatto notizia il banco: <strong>pizze in teglia con condimenti tutti vegani, o &#8220;vegetali&#8221;<\/strong>, come preferisce chiamarli Bonci. A luglio c&#8217;era stato un pop-up di prova, ma ora la direzione \u00e8 definitiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I nomi sui cartellini sono quelli di sempre. Margherita, fiori e alici, genovese, patate e mozzarella: abbinamenti familiari, sostanza diversa. <strong>Le alici della fiori e alici sono alga dulse e salsa tamari<\/strong>, chiamate a riprodurre la nota iodata, mentre i latticini diventano preparazioni a base di mandorle e anacardi, scelti senza soia, con l&#8217;idea di autoprodurli da gennaio. La rivoluzione poi si allargher\u00e0: fritti, linea salata e, gradualmente, dolci, con un 20-30% di prodotti che rester\u00e0 vegetariano per avere un termine di confronto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pizza VEG: Bonci ci aveva gi\u00e0 provato&#8230; che sia la volta buona!<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi a Roma ha qualche anno di teglie sulle spalle avr\u00e0 un leggero d\u00e9j\u00e0 vu. Nel luglio 2013 era stato il Pizzarium a diventare interamente vegetale. Poi tocc\u00f2 proprio al Panificio: dal 3 novembre 2014 l&#8217;insegna di via Trionfale era vegetariana al 100%, con l&#8217;addio a porchetta e mortadella, mentre il Pizzarium nel frattempo era gi\u00e0 tornato alla carne. Nel 2015 arriv\u00f2 anche il cornetto vegetale di Roberta Pezzella, che rifiutava l&#8217;etichetta vegana in favore di &#8220;vegetale&#8221;. E la storia fin\u00ec come finiscono spesso queste storie: qualche tempo dopo <a href=\"https:\/\/katieparla.com\/\">Katie Parla<\/a> annotava sollevata che il Panificio non era pi\u00f9 vegetariano, con la pizza con la mortazza di nuovo in vetrina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessun peccato a cambiare idea, per carit\u00e0. Per\u00f2 quando una svolta torna per la terza volta, chiamarla svolta diventa un esercizio di fantasia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La matematica del prosciutto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;argomento principale di Bonci \u00e8 economico, e va riportato con onest\u00e0. In sintesi: Pier Daniele Seu pu\u00f2 comprare un prosciutto da 50 euro al chilo e assorbirlo in una pizza da venti euro, lui con il taglio non pu\u00f2; una polpetta di bollito fatta con grandi carni dovrebbe venderla a 15 euro, e allora oggi la prepara con una fibra di funghi frollata come la carne. La frase chiave \u00e8 questa: \u00abPer far rimanere la pizza popolare, devo lavorare in questa maniera\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ecco, qui uno si gratta la testa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prosciutto da cinquanta euro al chilo sulla pizza al taglio chi l&#8217;ha mai messo? Non serve un Pata Negra per fare una buona bianca col crudo: un Parma o un San Daniele di ottimo livello, comprato da un&#8217;azienda seria, non chiede quella cifra. Il paragone con Seu poi \u00e8 curioso, perch\u00e9 mette a confronto un trancio venduto a peso e una pizza tonda da sala. Due mestieri diversi, due conti economici diversi. Usare il primo come spauracchio per giustificare il secondo \u00e8 un artificio retorico, non un dato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio parere? \u00c8 la solita favola del sacrificio virtuoso, e il pubblico continua a berla come l&#8217;acqua aromatizzata dell&#8217;Autogrill. Fateci caso: quando si parla di sostenibilit\u00e0 e prezzi calmierati, in cattedra salgono sempre i grandi nomi, chef stellati, panificatori e pasticcieri da copertina, gli stessi i cui listini raramente scendono sotto la soglia del lusso. La sostenibilit\u00e0 predicata dal pulpito ha questo difetto: la si vede benissimo nei comunicati e molto meno sullo scontrino. E qui uno si gratta la testa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alici contro alga dulse: il conto non torna<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo l&#8217;esempio-bandiera, la fiori e alici. Nella ricetta che lo stesso Bonci ha firmato per Agrodolce le alici sono 400 grammi per un impasto da un chilo di farina. Sullo scaffale, le alici sott&#8217;olio non sono oro: nel test di Dissapore i filetti del supermercato andavano da circa 22 a 43 euro al chilo, e un buon prodotto artigianale italiano in olio extravergine si trova attorno ai 59 euro al chilo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;alga dulse essiccata, invece, al dettaglio si muove su un&#8217;altra galassia: 158 euro al chilo i fiocchi biologici, quasi 200 euro al chilo per altre referenze. Concediamo pure tutto il concedibile. \u00c8 un prodotto secco, si reidrata, ne basta poco, all&#8217;ingrosso costa meno che online. Resta che ci aggiungi il tamari, il tempo di reidratazione, la messa a punto del sapore. Dire che una fiori e alici di alghe abbassa il food cost rispetto a una con le alici \u00e8 come dire che si risparmia sul taxi andando in elicottero, perch\u00e9 tanto si fa prima.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Anacardi e mandorle: qui i numeri gli danno mezza ragione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per correttezza, il <strong>fact-checking<\/strong> deve valere in tutte le direzioni. Sugli anacardi la teoria di Bonci regge meglio: a fine settembre 2026 i prezzi all&#8217;esportazione degli anacardi oscillavano tra circa 5 e 8 euro al chilo a seconda di origine e calibro. Una materia prima che, cruda, non spaventa nessuno. Il costo vero di un &#8220;formaggio&#8221; di anacardi sta per\u00f2 altrove: ammollo, frullatura, fermentazione, scarti, ore di laboratorio. Lavorazione artigianale, cio\u00e8 la voce pi\u00f9 cara di qualsiasi bilancio di bottega. Il risparmio, se c&#8217;\u00e8, sta tutto in quanto bene si organizza la produzione. E dipende parecchio da cosa si sostituisce: un fior di latte onesto o una bufala di razza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Popolare, ma a quanto al chilo?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola che regge tutta l&#8217;operazione \u00e8 &#8220;popolare&#8221;. Allora parliamo di prezzi. A marzo di quest&#8217;anno, alla nuova insegna milanese, i cartellini andavano da 28 a 45 euro al chilo, con un trancio patate e mozzarella da 222 grammi pagato 6,22 euro. Nel frattempo il marchio cresce: il Pizzarium ha riaperto il 30 settembre 2025 con un banco pi\u00f9 lungo e uno chef&#8217;s table da quattro posti su prenotazione, e l&#8217;ultimo punto vendita ha aperto alla Stazione Termini. Uno chef&#8217;s table in una pizzeria al taglio: non esattamente il lessico della trattoria di quartiere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno ha ancora pubblicato un listino comparato del nuovo banco vegetale, e qui sta la vera prova. Se tra qualche mese la rossa con le &#8220;alici&#8221; di mare finto coster\u00e0 sensibilmente meno della sua antenata, chapeau, e ci rimangiamo tutto, alga compresa. Se il prezzo al chilo resta l\u00ec, il discorso del popolare diventa un cartellino come gli altri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il racconto pesa pi\u00f9 del trancio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bonci ha anche motivazioni che col portafoglio c&#8217;entrano poco, e le dichiara. Collabora con il Vegan Store di Barbara al box 83 del Mercato di Testaccio, organizza eventi per ragazzi detenuti e per la Palestina, e descrive la pizza come un semplice veicolo per tutto questo. Nel suo futuro vede due strade: da un lato la carne iper-etica alla Tommaso Tonioni, dall&#8217;altro il vegetale, senza vie di mezzo. E precisa che Pizzarium, Milano e le sedi estere restano meno toccate dal cambiamento: chi vuole vedere il vegetale deve andare al Panificio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ed \u00e8 proprio qui che la storia del &#8220;costa troppo il prosciutto&#8221; si incrina da sola. <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la scelta fosse davvero imposta dal prezzo dei salumi, varrebbe per tutte le insegne, perch\u00e9 il prosciutto costa uguale anche a Termini. Se invece \u00e8 una scelta etica e di ricerca, benissimo: \u00e8 legittima, interessante, magari pure buonissima. Basta chiamarla col suo nome. Volete mettere i funghi frollati al posto della carne e le mandorle al posto della mozzarella? Fatelo, e se il trancio lo merita saremo i primi a scriverne bene. Ma senza appendere a ogni teglia un trattato di economia agraria che, alla prova della calcolatrice, non regge. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giudizio vero, come sempre, lo dar\u00e0 lo scontrino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Panificio Bonci di via Trionfale dopo la ristrutturazione si \u00e8 presentato con un banco interamente vegetale. Gabriele Bonci la spiega cos\u00ec: salumi e carni buone costano troppo, e la pizza al taglio deve restare popolare. Peccato che i conti, rifatti con calma, raccontino una storia un po&#8217; diversa. L&#8217;alga dulse costa pi\u00f9 delle alici. 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