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Buonifico di Lecce

(5.00)
  • Ristoranti tipici regionali
  • Specialità: n.d.
Ristorante verificato

Recensione Buonifico di Lecce a cura del nostro giornalista

Nel cuore di Lecce, l'antico edificio che per quasi otto decenni ha accolto il Banco di Napoli brilla di nuova luce grazie all'imprenditore Renè De Picciotto, un vero e proprio “visionario” che ha saputo trasformare il bellissimo palazzo in una struttura ricettiva con ben 13 appartamenti moderni e confortevoli, due ristoranti e un bar. L'ex caveau della banca ora ospita una palestra ultra-moderna, mentre il piano terra è dedicato all'enogastronomia e all'accoglienza: un bar per colazioni e aperitivi e il Buonifico, un ristorante che offre piatti di alta qualità, ben presentati e a prezzi competitivi, con il beneficio dell'eleganza del contesto. Ma al Buonifico di Palazzo BN di Lecce si può gustare anche una pizza di qualità. Nonostante la struttura così maestosa e di prestigio, infatti, il progetto è vocato all'accoglienza e all'apertura verso chiunque ami le cose belle e buone. Se siete a Lecce, non fatevi mancare una visita al Palazzo BN e al Buonifico, rimarrete piacevolmente colpiti dalla qualità del progetto e, non di meno, dal grande cambiamento che la città di Lecce ha intrapreso negli ultimi anni a favore dell'ospitalità.

Ambiente e atmosfera del ristorante Buonifico di Lecce

Marco Cagnetta dirige Palazzo BN nella sua nuova veste di luogo di accoglienza e di eccellenza della città di Lecce ed è lui che ci accompagna al Buonifico, la "trattoria contemporanea" che mira ad accogliere chiunque voglia usufruire di una cucina e di un servizio di grande qualità a prezzi assolutamente accessibili. L'arredamento è sobrio, con tavoli scuri tondi e rettangolari in stile moderno e sedie di design nello stesso stile. Un ampio bancone con sgabelli in pelle consente un rapido servizio e crea uno schermo tra la sala ristorante e l'ingresso, dividendoli idealmente. Strano nome “Buonifico” ma il collegamento con le passate attività bancarie e le attuali attività gastronomiche è presto fatto: una volta si facevano i bonifici ora si assaggiano prelibatezze. La dimensione è rassicurante, da sobrio bistrot, ma il servizio è attento, molto buona la scelta di piatti semplici, assolutamente non banali e, persino, un'ottima pizza.

La cucina e il menù del Buonifico di Lecce: la nostra degustazione

La cucina del Buonifico è affidata ad una brigata di professionisti con alle spalle importanti esperienze. Il gruppo di lavoro ha studiato, insieme alla proprietà e alla direzione, un menù fatto di piatti in cui la materia prima è valorizzata da attente cotture, ben presentati, ma mai esageratamente sofisticati e complessi. La nostra degustazione ha inizio con tre antipasti, il cui concettualmente preparati con l'intento di preservare il gusto degli ottimi ingredienti, con cotture precise e meticolosi abbinamenti:

  • Ombrina marinata agli agrumi, caprino, mandorle e fichi.

  • Carote di Polignano arrosto con nocciole ed estratto di foglie di mandarino

  • Carciofo Brasato, fritto e farcito


Tra i primi abbiamo apprezzato molto le Orecchiette ai tre pomodori, piatto apparentemente semplice ma di gran gusto e particolarmente richiesto dalla clientela e, a seguire, le Tagliatelle integrali al ragù di polpo cotto nell’orcio, con il cosiddetto “formaggio dei poveri”, cioè pane soffritto croccante sparso in superficie. La Pancia di vitellino con millefoglie di carote, patate, caciocavallo e jus alle marasche è una preparazione in cui non si può non notare la mano felice dello chef. Carne morbida e succosa, valorizzata dai suoi stessi succhi in delizioso connubio con le marasche, accompagnata da un tortino di patate e carote a strati, unite dal caciocavallo.

La chiusura del pranzo è un dolce che, nei suoi abbinamenti, richiama una delle torte più golose, la millefoglie, qui presentata scomposta, con una profumata crema alla vaniglia e un fresco gelato al lampone. I prezzi? Il Buonifico si propone come ristorante di livello, eppure non è pretenzioso e punta ad una clientela che sappia apprezzare la buona cucina in un ambiente curatissimo e raffinato senza dovere necessariamente spendere grosse cifre. Infatti una cena completa di 4 portate costa sui 50/60 euro escluso vini. E l'ottima pizza? Solo una quindicina di euro, come in una qualsiasi pizzeria, ma con una notevole differenza di servizio e una scelta di vini tra un centinaio di ottime etichette nazionali ed internazionali.

Al Buonifico, però, non sei nella calca, chiacchieri senza difficoltà con gli altri commensali e l'ambiente è di raffinata eleganza.

Storia del Palazzo BN e del ristorante Buonifico di Lecce

Come le celebri scalinate che segnano l'ingresso a luoghi di storica e artistica rilevanza, l'ampia scalinata che conduce a Palazzo BN evoca un senso di maestosità e importanza. La sensazione è davvero particolare e per descriverla è necessario fare un salto indietro nel tempo e ricordare la storia della gloriosa banca che era al suo interno, con sportelli, uffici, casseforti e caveau. Infatti l'ampio salone in cui ci si trova è quello che, per decenni, è stato del Banco di Napoli, istituto di emissione fino al 1926 nonché istituto di credito di diritto pubblico, prima di diventare una Società per azioni, passando poi attraverso alcune fusioni ed incorporazioni. Il palazzo nasce nel 16° secolo a cura dell'architetto militare Gian Giacomo Dell'Acaya e viene utilizzato prima come Palazzo di Giustizia per trasformarsi qualche tempo dopo in Palazzo della Regia Udienza e poi in caserma. È nel 1930, però, che il Banco di Napoli apre una sede a Lecce proprio in quella struttura, nella quale la banca opererà fino al 2009. Dopo la chiusura, il palazzo viene acquistato dall'imprenditore Renè de Picciotto, nato al Cairo, di lunga residenza in Svizzera, ma a tutti gli effetti di nazionalità italiana. Nel 2019 lo fa ristrutturare e realizza, utilizzando le cubature degli uffici ai piani superiori, 13 appartamenti, dai 40 ai 90 metri quadri, arredati con gusto e dotati di ogni comfort. Ma non stravolge gli ambienti e tutto il fascino dell'antica banca viene rispettato.

Entrando, soprattutto per chi – come me - ha conosciuto le sale e le attività di quella banca, l'impatto è forte o quanto meno particolare. Appena varcata la soglia, si trova una zona di accoglienza, una sorta di anticamera che ospitava gli apparecchi bancomat e la porta a vetri blindati a protezione dell'ingresso al salone e che, adesso, non c'è più. In quello spazio ora c'è la reception. Non un banco come in ogni struttura alberghiera, ma una scrivania, quasi come avviene in banca quando ci si siede a chiacchierare con il funzionario di fiducia. Una volta all'interno dell'ampio salone, lo sguardo spazia tra marmi e colonne che riportano ai passati fasti dell'istituto di credito, poiché la ristrutturazione è stata rispettosa degli ambienti e ha mantenuto persino le vecchie casseforti, sfruttando anche gli ambienti blindati del caveu con una modernissima e attrezzatissima palestra. All'estremità opposta rispetto all'ingresso, il vecchio bancone in legno delle casse è stato trasformato nel banco del bar e, probabilmente, se non fosse per le luci e le bottiglie schierate a parete che raccontano chiaramente un altro utilizzo - certamente più ludico - ci si aspetterebbe di trovare gli sportelli a cui chiedere di poter fare un prelievo o un versamento. Il bar non è solo per gli ospiti delle stanze, ma accoglie chiunque desideri semplicemente un buon caffè o coccolarsi con un'ottima colazione, oppure concedersi un aperitivo, un cocktail o un distillato di qualità. L'attenzione al cliente è maniacale, un caffè al banco costa € 1,50 e al tavolo solo € 2, accompagnato da biscottino al burro e acqua rigorosamente in bicchiere di vetro. Ma in una banca che si rispetti ci deve essere un direttore e allora chiediamo di conoscerlo. È Marco Cagnetta, direttore generale e amministratore delegato di Palazzo BN, manager di provata esperienza, diplomato all'alberghiero e figlio d'arte nel mondo cucina, in quanto il suo papà si occupava di catering. Poi, giovanissimo, parte prima per Londra per lavorare nel gruppo Soho House, deciso ad investire nella conoscenza dell'inglese, poi frequenta per tre anni l'Università di Slow Food a Pollenzo laureandosi nel 2013. La strada intrapresa gli piace, così va a Roma allo Sheraton e poi all'Excelsior, a cui seguono due anni all'Hilton in Armenia e, prima di rientrare, un lungo periodo a Dubai negli Emirati Arabi come direttore food and beverage nella catena americana Marriott. Poi il gruppo De Picciotto gli sottopone il progetto di Palazzo BN, che Marco Cagnetta accoglie con entusiasmo. Con il suo “pesante” bagaglio di esperienze, Cagnetta torna nella sua Puglia.

Cosa vedere nei dintorni di Palazzo BN

In pieno centro a Lecce, Palazzo BN è a due passi da tutti i più importanti siti architettonici e da ogni altra attrazione della meravigliosa città salentina, giustamente definita la “Firenze del Sud” per la bellezza dei suoi palazzi e delle sue chiese in stile barocco.

Rustici leccesi e pasticciotti sono un richiamo irresistibile per il turista in vacanza e, nei tanti esercizi che operano nel centro città, non sarà difficile gustarne di eccezionali.


Foto Giornalista Sandro Romano Recensione a cura di:
Sandro Romano

Giornalista

Puglia


Opinioni Buonifico (1)

  1. Germanico

    La potenza della semplicità: Buonifico è davvero una trattoria moderna

    5 / 5

    Sul sito ufficiale Buonifico è presentato con l'appellativo "trattoria moderna", un ossimoro che rende, però, bene l'idea di quella che è l'identità del luogo. Buonifico ha la caratteristica di trovarsi all'interno di un luogo fantastico. Quindi lasciate proprio perdere il concetto di trattoria perché qui eleganza e professionalità non sono in discussione.

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