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Don Carmelo di Cellino San Marco

Contrada Bosco - 72020 Cellino San Marco (Brindisi)

  Chiama +39 0831 618260

  • Foto Don Carmelo Cellino San Marco

Ristoranti tipici regionali / Specialità: Spaghetti speciali alla Carrisi / prezzo indicativo / 1622 (visite ricevute)


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Recensione Don Carmelo di Cellino San Marco a cura del nostro giornalista


Il ristorante Don Carmelo di Cellino San Marco è una gradevole struttura ricavata nella vecchia stalla delle Tenute Al Bano Carrisi, dove si gusta una cucina tradizionale curata e realizzata con ottime materie prime. La cucina pugliese tradizionale - soprattutto quella caratteristica di quella zona dell’entroterra brindisino - la fa da padrona ed è accompagnata dai vini dell’azienda, ottenuti da uve autoctone e molto adatti ai piatti serviti, che sono soprattutto a base di ortaggi, verdure e carne. La sala, rustica ed elegante come sono spesso le belle trattorie pugliesi, è arricchita dalle fotografie del cantautore insieme a grandi personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica

Storia del ristorante Don Carmelo e delle Tenute Al Bano Carrisi

Papà, io qui non resisto, devo partire, ma sappi che avrò successo, poi tornerò e ti aprirò una bella cantina” promise Al bano quando ancora non era famoso come oggi.

Tu c’hai ‘na testa “chiena” (piena) di tante balle” gli rispose il padre.

E così la sfida ebbe inizio, ma Al Bano la vinse alla grande. Quando ad Al Bano gli venne il desiderio di acquistare il terreno su cui sarebbe poi sorta la tenuta, c’era solo una vecchia stalla, la casa del guardiano e un deposito per la paglia. La sua idea era quella di crearsi un oasi lontano dal caos delle grandi città, così, senza neppure un progetto, cominciò la costruzione della casa e poi di tutto il resto della struttura, dovendo combattere tra mille difficoltà, burocratiche e strutturali.

“Per portare la luce – racconta sorridendo il cantante – spesi 25.000.000 di lire, una cifra con la quale, all’epoca, avrei potuto acquistare una casa in Piazza San Babila a Milano”.

Questo progetto non piaceva neppure a suo padre, contadino che, però, vedeva la campagna solo come luogo di lavoro e non un luogo per abitare. “Credo che, in quel periodo – continua Al Bano – mio padre mi abbia odiato, perché l’ho praticamente costretto a vivere in campagna, mentre, secondo la sua idea, era preferibile vivere nel paese. Ma poi, con il tempo, è stato felice di questa scelta e mi ha ringraziato. Anzi, considerando che la mia tenuta è stata uno dei primi esempi in Puglia di masserie ristrutturate, ragionando con il senno di poi, se ne avessi acquistate 30, sarebbe stato un ottimo affare. Ma io non ero portato per fare l’imprenditore, sapevo solo gestire le cose della mia vita e, soprattutto, sapevo cantare. E lo facevo da Dio!”

E infatti, nella tenuta c’è anche una sala di registrazione, creando così una situazione che lo stesso Al Bano definisce scherzosamente “casa e bottega”.

Ambiente e atmosfera del ristorante Don Carmelo di Cellino San Marco

Il ristorante prende il nome del padre, “Don Carmelo”, e nasce nella struttura della vecchia stalla, con pareti in pietra e volte a crociera intonacate di bianco, arredamento rustico in legno e tavoli apparecchiati in maniera classica, con un bel camino che dona calore ad una delle sale.

Ma la caratteristica principale è la presenza alle pareti di foto e poster che documentano la lunga carriera del cantante pugliese, e che lo ritraggono insieme a tantissimi altri artisti e personaggi celebri.

Cantanti come Toto Cutugno, Gianni Morandi, Umberto Tozzi, Adriano Celentano, Massimo Ranieri, Domenico Modugno, Boy George, Andrea Bocelli, Josè Carreras, Placido Domingo e Montserrat Caballè, attori come Sofia Loren, Franco Franchi e Lino Banfi, sono solo alcuni dei protagonisti dell’album fotografico che percorre le pareti del locale.

Ci sono persino le foto con la duchessa Sarah Ferguson, con il grande gastronomo Luigi Veronelli e con Papa Giovanni Paolo II, mentre, all’ingresso del ristorante, è in bell’evidenza un poster autografato dal premier russo Vladimir Putin, ricordo di una delle tante tournée in Russia.

Cosa mangiare presso il ristorante Don Carmelo: la nostra degustazione

Il successo di Al Bano come artista risale al lontano 1967, anno in cui spopolò con la canzone “Nel sole”, che rimase in testa alle classifiche dei 45 giri più venduti per molto tempo e che ispirò anche un film.

Ma il successo come artista non ha mai intaccato, negli anni, la passione che Al Bano ha sempre avuto per la cucina, al punto che quasi mette sullo stesso piano la creazione di un brano con la creazione di un piatto.

“Scrivere una canzone – sostiene – è una magia inspiegabile che ti prende quando meno te lo aspetti, ma inventare un piatto è la stessa cosa. Piatto e canzone sono figli della stessa passione”.

Infatti, qualche anno fa, Al Bano, che è uomo legato alla terra e alla famiglia, ha scritto un libro dedicato alla cucina della mamma, una sorta di atto d’amore nei suoi confronti e, allo stesso tempo della sua Puglia.

Nel ristorante la cucina è affidata al cuoco Antonio Leuzzi, brindisino classe ’85, diplomato all’alberghiero di Brindisi e all’Alma, con esperienze in Germania, Belgio e alcune strutture in Italia, che cura un menù fatto per lo più di piatti tradizionali e leggere rivisitazioni, tenendo fede ad una territorialità che è caratteristica quasi naturale di un posto come questo.

Buona la scelta di antipasti e, volendone provare più tipi, si può optare per la proposta che ne comprende da 7 a 10, a seconda della stagione e della disponibilità: parmigiana di melanzane, polpette di baccalà, crocchette di patate, fritto di verdure e ortaggi, polpettine di carne, focaccia di patate, pettole, alici “arraganate”, cime di rapa, cicorielle selvatiche, cozze al gratin oppure alla cellinese, condite con pecorino, aglio e cipolla.

Per quanto riguarda i primi si rimane nell’ambito della tradizione con gli ottimi Ciceri e tria, le sempre gradite Orecchiette e cime di rapa, la Tiella di patate riso e cozze alla barese o gli Spaghetti di Gragnano con aglio, olio, peperoncino, acciughe e pane “sfritto”oppure ci si può discostare appena con gli Stacchioddi con vellutata di fave bianche, polpo e cipolla di Acquaviva fritta e gli originali Spaghetti nel calice su carpaccio di gamberi.

Classicamente pugliesi anche i secondi piatti, con l’agnello protagonista, preparato sia alla brace che stufato insieme a lampascioni e cicorielle selvatiche, oppure le ricercatissime Bombette di Martina Franca e, per gli estimatori delle interiora, i succulenti Gnummareddi, golosità tipicamente pugliesi molto richieste.

I dessert sono preparati da una pasticceria del luogo che, a seconda del periodo ne fornisce di tipi diversi e di ottima qualità, dalle torte ai dessert al cucchiaio.

I vini serviti nel ristorante sono dell’azienda di proprietà, che Al Bano creò per passione, ma anche per una sorta di sfida con il padre, il quale non credeva ne sarebbe stato capace.

Perché far visita alle Tenute e al ristorante Don Carmelo

Oggi le Tenute Al Bano Carrisi sono un sicuro riferimento per chi, volendo visitare la Puglia delle campagne, degli ulivi e delle masserie, è alla ricerca di un luogo in cui respirare cultura, arte e cucina tipica, non tralasciando il fatto che, lo splendido mare non è per nulla lontano.  

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