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Quanto Basta Slow Restaurant di Roma

(5.00)
  • Ristoranti Fusion
  • Specialità: n.d.
Ristorante verificato

Recensione Quanto Basta Slow Restaurant di Roma a cura del nostro giornalista

In questi tempi di velocità ed efficienza, dove chi fa bene e presto viene considerato un guru (e cosa importa se poi si tralasciano dettagli fondamentali!), un ristorante che invece elogia la lentezza già nel nome, è di sicuro da apprezzare a prescindere. È il caso del “Quanto basta slow restaurant” a Roma: non in centro ma nella zona di Casal Palocco, si rivela una piacevolissima sorpresa, anche per il fatto di trovarsi in un luogo pieno di verde e con parcheggio agevole (aspetto che nella Capitale non è di poco conto). Conosciamo più da vicino questo ristorante, osservandone ambiente e atmosfera, menu e curiosità varie.

Ambiente e atmosfera del Quanto basta slow restaurant: luci soffuse e musica lounge

L'ingresso del Quanto basta slow restaurant ricorda molto certi locali orientali, in particolare giapponesi, in cui l'arredo essenziale e il gioco di luci la fanno da padroni. L'interno è caratterizzato da tavoli in legno con sedute basic e stoviglie ricercate, circondati da tendaggi a pannelli e luci che virano al verde. Lampade diverse tra loro e piccoli faretti sui coperti conferiscono un'atmosfera intima e romantica, con luci soffuse accompagnate da un piacevole sottofondo di musica lounge. Di giorno l'ambiente diventa più caldo e solare, con la possibilità di poter vedere fuori dalle vetrate. Chi lo desidera può mangiare all'esterno, nell’accogliente giardino d’inverno. Il servizio è molto accorto e sollecito, con personale preparato e cortese.

Il menu del Quanto basta slow restaurant: fusion multietnico con omaggi alla tradizione romana

Una citazione sul sito web del Quanto basta slow restaurant introduce alla filosofia gastronomica di questo locale. È una frase di Henry Brooks Adams, scrittore e storico statunitense: “Creatività è permettersi di fare degli sbagli. Arte è sapere quali sono da tenere”. Questo dà l'idea della sperimentazione sulle materie prime e sugli ingredienti che qui vengono portate avanti, per creare pietanze sempre uniche, con gusti sorprendenti. Il risultato è un ristorante fusion multietnico che si mischia a piatti della tradizione. Mente creativa e mani artigiane sono dello chef Paolo Galetta, noto per la sua capacità di fondere proposte innovative su una base di piatti classici. Le materie prime, esclusivamente di qualità elevata, vengono mescolate in maniera sapiente e saggia. Il risultato? Ricette originali ed accostamenti interessanti, piatti insoliti e straordinari. Il pane e i taralli, così come la pasta ed altri impasti, sono tutti fatti a mano. Qualche esempio per chi desidera un'anteprima e vuole scegliere dal menu a la carte: gli gnocchetti di platano in stracotto di guancia alla Stroganoff e ricotta salata; il “Ricordo d’infanzia”, un dessert che ha la forma di un nido con un finto uovo. La sorpresa è che si tratta di una bavarese alla vaniglia con cuore di curcuma e zafferano. Segnaliamo anche le zeppoline ricoperte di zucchero, dolce tipico della tradizione campana e pugliese.

Il menu degustazione dedicato alle emozioni

Un'alternativa alla carta del menu è data dalla degustazione chiamata “Emozioni”, evocativa di ciò che le pietanze suscitano in chi le assaggia. Sei portate che viaggiano tra terra e mare, isole e continenti, pesca e allevamenti per 55 euro a persona, bevande escluse. Nell'ordine si succederanno: la battuta di tonno pinna gialla, gel di mela acidulata e lattuga; subito dopo si va a cambiare completamente sapori con il Cannolo siciliano all’aceto con burrata e verdure affumicate; segue il brasato non brasato, accompagnato da ortaggi al ghiaccio, balsamico al lampone e germogli. Ancora pesce con la quarta portata: patata porcino e mazzancolle, mentre la pancia di maialino alla birra, cime di campo e demi-glace di arachidi precede il delizioso dessert di fruit-suppe e latte di mandorla. La carta dei vini, infine, si mostra molto ricca, con etichette sia nazionali che internazionali.

Il menu degustazione Il Meglio senza tempo

Il secondo menu degustazione (65 euro a persona) prevede anch'esso sei portate, ma è maggiormente orientato al fusion verso Oriente. La manzetta di vacca ai fiocchi di Sichuan, con stufato di verdure bruciate, infuso di frutta e ortaggi e polvere di carote rosse apre la degustazione, che subito dopo vede servite delle melanzane ai frutti di mare, con buccia croccante e vellutata di cozze selvatiche. Primo piatto con gli gnocchetti di patata dolce, birra arachidi e stufato croccante di Siu Yuk (terza portata), mentre il secondo primo piatto è uno spaghetto con zucca e carote di San Vito, crudo rosso di Gallipoli, stracciatella e fiori disidratati. Secondo piatto delizioso: cosciotto d’anatra inserto all prugna, daikon demi-glace al cacao crudo e arancia. Infine anche qui un dessert delicato: spumone ghiacciato alla gianduia, spugna al latte,croccante di meringa e crema al limoncello.

Altre informazioni utili su Quanto Basta

Il ristorante Quanto basta slow restaurant si trova a Roma zona Casal Palocco, in Via Padre Massaruti n. 183/185. Aperto dal martedì alla domenica dalle 12.30 alle 14.00 e poi dalle 19.00 alle 23.00. Domenica solo a pranzo, martedì e giovedì solo a cena. Chiuso il lunedì. Range di spesa in media a persona: dai 45 ai 150 euro.


Recensione a cura di: Jenny Giordano


Opinioni Quanto Basta Slow Restaurant (2)

  1. Paolo

    Cucina d'autore

    5 / 5

    Atmosfera piacevole accompagnata da una cucina d'autore davvero eccellente e ricercata. Ingredienti spettacolari e tecniche di preparazione da stella Michelin

  2. Laura

    Esperienza culinaria suggestiva

    5 / 5

    Piatti unici e raffinati nati dall'estro creativo dello chef Paolo Galetta. Esperienza culinaria suggestiva che sublima gusto e ricercatezza.. Sicuramente torneremo

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