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Ristorante Amaranto's di Castelfidardo

(5.00)
  • Ristoranti tipici regionali
  • Specialità: Cucina regionale rivisitata che segue la stagionalità dei prodotti.
Ristorante non verificato

Ristorante Amaranto's di Castelfidardo: ecco cosa scrivono i nostri segnalatori

Il ristorante Amaranto’s è stretto nell’abbraccio della storica selva di Castelfidardo, zona toccata dalle brezze che portano profumo di salsedine, e famosissimo "campo" in cui si svolse, nel settembre 1860, una delle battaglie che portarono l'annessione delle Marche e dell'Umbria al Regno di Sardegna. Oggidì, incontrando il sorriso disarmante di Mara Palanca - sous chef e pastry chef nativa di Porto Recanati - e stringendo la mano di Antonio Di Gugliemo - chef patron di origine pugliese - vien voglia di scrivere che è l’amore ad unire. Sarà un viaggio/fuga in Messico a far capire loro che la cucina, quella fatta di dettagli e di ingredienti scelti con cura, diventerà il futuro. Nasce così il nome Amaranto’s, ispirato dal simil-cereale che scoprono in Messico e di cui si innamorano. Un segno del destino: "Amaranto" è l’anagramma dei loro nomi. Con il cosmo a favore, prende corpo la giusta dimensione. L’equilibrio perfetto fra Mara e Antonio. L’incontro fra Marche e Puglia trova conforto anche negli ingredienti. L’inverno è un tripudio di cime di rape. In primavera di asparagi. La stagionalità segna il passo, lentamente. Le due ‘consuocere’ sono determinate per dare la spinta definitiva alla giovane coppia che prende, con coraggio, l’entusiasmante e non priva di difficoltà, strada dell’imprenditoria. La conduzione creativa è di Antonio. Lui, confrontandosi con la brigata e con la supervisione di Mara, prova e riprova un’idea finché non è come l’ha immaginata e pensata. Tutti i menù sono concepiti nel pieno rispetto dell'alternanza delle stagioni giocando continuamente tra mare e collina. Le Marche è una regione riconosciuta come uno dei paradisi della cucina italiana, ma il tocco meridionale dello chef Antonio, con i suoi gusti autentici e naturali, battezza un connubio Puglia-Marche che, negli anni, molti altri chef hanno sostenuto.  Interessante la carta degli olii, "bonus" che chiarisce sin da subito quanta attenzione troverete in questo ristorante a favore dell'ospite.

La storia del ristorante Amaranto's: le curiosità che è giusto conoscere

Siamo nella bassa valle del fiume Musone, in provincia di Ancona. Sul vicino colle, l’imponente Basilica di Loreto; sull’altro versante della valle, Castelfidardo, con il museo della fisarmonica; Osimo, elegante, ricca di chiese e palazzi; e poi Recanati, culla della memoria leopardiana e dove sembra ancora risuonare l’eco della voce di Beniamino Gigli. Infine, il sole e le spiagge di Sirolo, Numana e Porto Recanati, luoghi dello svago e del divertimento. Lungo la statale 16 Adriatica, tra i caselli di Ancona Sud e Porto Recanati-Loreto, con un grande parcheggio e tanti giochi per bambini, Amaranto's offre tranquillità, riservatezza, massima affidabilità nonché il servizio di Locanda (cinque comode camere) per chi sceglie di fermarsi a riposare. Mara Palanca, sous chef e pastry chef nativa di Porto Recanati, e Antonio Di Gugliemo, chef patron di origine pugliese, si conoscono sin da piccoli. Lei alla reception di un grande albergo di Porto Recanati e lui in cucina; lui già allievo dell’alberghiero di San Benedetto, lei diplomata a pieni voti in lingue e comunicazione; le reciproche professioni incoraggiano la scelta ‘audace’ di unirsi anche professionalmente. Sarà la mamma di lei a convincere e spronare Antonio. Nel futuro, una vita insieme. Gestiscono, per diversi anni, un luogo da grandi numeri lungo il mare. Ma non sono soddisfatti. Sarà un viaggio/fuga in Messico a far capire loro che la cucina, quella fatta di dettagli e di ingredienti scelti con cura, diventerà il futuro. Nasce così il nome Amaranto’s. Ispirato dal simil cereale che conoscono in Messico di cui si innamorano. Scoprono poi che è l’anagramma dei loro nomi. All’inizio Mara sta in sala e Antonio in cucina. Troppo lontani perché le cose funzionino bene. Nicola, il fratello di Antonio che è sommelier e di bella presenza (che non guasta), la sostituisce. La sua simpatia tutta pugliese conquista il pubblico. Sembra di essere serviti da un Checco Zalone maitre. A questo punto della storia compare la mamma di Antonio. E’ da lei che Mara impara a fare la pasta a mano come cavatelli, orecchiette ecc… e a fare il pane. Prende corpo la giusta dimensione. L’equilibrio perfetto fra Mara e Antonio. L’unione fra Marche e Puglia si evince subito dagli ingredienti. L’inverno è un tripudio di cime di rape. In primavera di asparagi. La stagionalità segna il passo, lentamente. Così come la maestria nella marinatura  e affumicatura del pesce: Antonio si occupa personalmente della salagione a freddo, diversa per ogni tipologia di pesce; l'affumicatura, sempre a seconda del pesce trattato, viene fatta con melo, ciliegio e whisky. Di questa gustosa cucina apprezzerete lo sgombro in ogni sua versione, le alici, le sarde, le baraccole, la razza, le raguse, i gamberi rosa, il polpo e tanto altro. Nei piatti troverete spesso creme di legumi, di verdure, di riso integrale, frutti rossi della selva sovrastante, castagne, noci, mandorle. Anche i formaggi, di ovvia origine pugliese, non mancano. Il pane arriva caldo in tavola insieme ai sottili e friabili grissini. E' Mara che si occupa con successo della panificazione declinata alla curcuma, allo scalogno, ai semi di anice e all'amaranto. Sue sono le paste tirate fresche e i dolci al cucchiaio. Ad Antonio spetta la conduzione ‘del vapore’. Conduzione creativa. Lui tende alla perfezione e prova e riprova un’idea finché non è come l’ha immaginata e pensata. Tutti i menu sono concepiti nel pieno rispetto della tradizione mare-collina, nell’ambito di una regione da tutti riconosciuta come uno dei paradisi della cucina italiana.

Ambiente e atmosfera del ristorante Amaranto's

Due grandi sale comunicanti divise dall’ingresso e dal bancone del bar e una saletta privata al piano di sopra accanto all’ampia terrazza che guarda la selva con il naso in su. Adatta per aperitivi estivi. L’arredo è rustico e elegante. Riprende i colori del bosco e del sottobosco. Dal marron castagna matura al verde cinabro, dal giallo ocra intenso al rosso bordeaux delle foglie d’autunno. Le sedie sono rilassanti e invitano a rimanere ancora un po’. Vetrate immense guardano il verde giardino che, se il tempo lo permette, sarà il vostro habitat migliore per mangiare fuori. La strada statale è vicina, quindi è facile arrivare, ma lontana abbastanza. Non ci sono quindi rumori fastidiosi sia di giorno che di notte. L’abbraccio della selva vi farà sentire a casa di Mara e Antonio in un’ atmosfera familiare, gradevole e riposante. Piatti, bicchieri, posate e tovagliati sono di gran classe. Così come i bracieri applicati alle pareti che d’estate sono dei bellissimi oggetti di design e l’inverno fungono da micro camini accesi. Le luci sono tono su tono con l’ambiente. Calde, gialle, morbide e avvolgenti. Le toilette separate, uomini e donne, sono attrezzate per ogni necessità. Compreso il fasciatoio. Sono molte le giovani famiglie che scelgono questo posto. I bambini in giardino e sotto la tettoia saranno protetti e felici di giocare mentre i genitori si godono il pranzo.

Cosa si mangia da Amaranto's: la nostra degustazione

Partiamo dagli antipasti come il Baccalà mantecato all’olio, i marinati Tonno, alici e salmone, gli stagionali Sgombro e puntarelle con burrata e sale nero affumicato e Polpo con crema di ceci. La Razza sul porro con la bottarga e pistacchi, è uno dei piatti che vi faranno decidere di ritornare. Fra i primi ci piace menzionare quelli ripieni come i Tortelli di filetto di merluzzo cotto e crudo su crema di riso nero integrale e gli Scrigni di grano arso ripieni di burrata e conditi con l’immancabile sgombro. I cavatelli e le orecchiette spesso li trovate con le vongole nostrane abbinate a carciofi o cime di rape. Non manca mai un tocco delicato dato dall’uso del Trombolotto Sermonetano. La pasta secca lunga, tipo trenette piuttosto che spaghetti Cappelli, è servita insieme al tonno fresco e al misterioso battuto delllo chef. La corta, tipo paccheri e mezzi schiaffoni, con robusti e aromatici ragù di mare. Tipici marchigiani come quello con le raguse o con lo stoccafisso. I secondi passano dalla creatività spinta di Antonio alla rassicurante grigliata di pesce azzurro. Non solo pesce ma anche carne. Che compare negli antipasti come la Pizzetta rustica al formaggio con polpettina di salsiccia, erbe ripassate e pomodoro semicandito. Nei primi si nasconde dentro le Mezzelune di agnello al timo con crema di carciofi. Nei secondi diventa il classico fritto alla marchigiana. Ricca la carta dei dolci: Passion fruit, Pere e zenzero, Cassata all’italiana. Nel frattempo Nicola vi avrà suggerito il vino e le bollicine che non avete mai bevuto e che soddisferanno la vostra voglia di conoscere e imparare. Nuovi vitigni autoctoni, nuovi metodi, vinificazioni in bianco di uve rosse, nuove aziende emergenti. Sgranocchiando beati i biscottini di Mara vi godrete un ottimo caffè. Non mancano le Pappardelle al cinghiale e gli strozzapreti artigianali con salsiccia del Conero e funghi porcini. A dimostrazione del rispetto delle stagioni, il Fagottino di pasta fillo ripieno di verza, in inverno, diventa ripieno di melanzane d’estate. La ricchissima offerta alla carta propone piatti per celiaci, intolleranti e allergici. E per chi è vegetariano e vegano. Lo staff ha esperienza di banchetti e cerimonie.

Perché far visita a questo ristorante?

Una sosta, anche lunga, per chi ama la buona cucina; un comodo approdo per chi viaggia; un luogo inevitabile per chi è alla ricerca delle bellezze di due regioni come le Marche e la Puglia. Unite dall’amore fra Antonio, lo chef e Mara, la sous chef e pastry chef. Materie prime povere e stagionali. Piatti creativi e rassicuranti ricette della tradizione. Calore, accoglienza familiare e professionale. Troverete nei piatti la sincerità dei loro sorrisi e dei loro racconti. L’umiltà di comprendere i desideri dei clienti e di accompagnarli verso nuove frontiere del gusto. Consigliamo di seguire le serate a tema per la promozione di piccole aziende locali o per la divulgazione e l'assaggio di olii monovarietali locali. Insomma, tutto questo per dire che il ristorante Amaranto’s vale il viaggio.

P.s.: Mara e Antonio, su richiesta, si occupano di catering per matrimoni (in altre location). 


Opinioni Ristorante Amaranto's (1)

  1. Germanico

    Garanzia di qualità e cortesia

    5 / 5

    Sulla strada statale che congiunge Ancona a Loreto, il ristorante Amaranto's fa la differenza con una cucina di altà qualità basata su prodotti di prim'ordine. Una chicca da non perdere sia d'estte che d'inverno. Comodissimo il parcheggio ampio e gli spazi nel verde per godere dell'aria buona.

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