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Ristorante Le Giare di Bari

Corso Alcide De Gasperi, 308 F - 70125 Bari (BA)

  Chiama 080 5011383

  Cucina:  
  Cortesia:  
  Ambiente:  

Ristoranti Raffinati, specialità non disponibile (contattare il ristorante) / (prezzo indicativo) / 5224 (visite ricevute)


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2 Opinioni Ristorante Le Giare

  • Foto Ristorante Le Giare Bari

Recensione Ristorante Le Giare di Bari a cura del nostro giornalista


Ottima scelta per chi cerca una cucina divertente, gustosa e mai scontata, “Le Giare” si propone come uno dei migliori ristoranti di Bari, nel quale trovare anche una vasta selezione di vini naturali scelti personalmente da Valentina Ottobre, sommelier e corresponsabile di sala. La cucina è curata da Antonio Bufi, chef molfettese di solida esperienza e spiccata creatività, capace di piatti assolutamente particolari e inusuali, ma anche di piatti più semplici da servire nell’adiacente bistrot "Dardabere", curata dallo stesso staff con un angolo di visuale differente, dall’approccio più semplice e diretto rispetto a Le Giare, ma diversamente e altrettanto gustoso.

Storia del ristorante Le Giare di Bari
Le Giare è uno tra i ristoranti più ambiziosi della città di Bari, un luogo in cui gustare una cucina ricercata abbinata a vini di qualità e apprezzare un servizio di ottimo livello, non ingessato ma moderno e informale.

La cucina genio e sregolatezza del ristorante Le Giare di Bari
Il patron Pierfrancesco Tondolo, proprietario del Rondò hotel, struttra nella quale il ristorante è ospitato, in cucina ha fortemente voluto Antonio Bufi, chef molfettese di solida esperienza e spiccata creatività. Qualcuno ha definito Bufi “talento ribelle” e lui è esattamente questo: talento perché ha tecnica, estro, inventiva e una bella dose di follia, che rende unica e riconoscibile la sua cucina; ribelle perché non si piega alle regole, cerca di stravolgerle o di inventarne di nuove. Un po' genio e sregolatezza, quindi, ma, proprio per questo, un suo piatto è individuabile in mezzo ad altri mille, ogni ricetta è come se portasse la sua firma. Certo, ci vuole attenzione, perché il talento, talvolta, può essere un limite, bisogna riuscire ad esprimerlo e non sempre è facile controllarlo. Basti pensare a calciatori fortissimi come Cassano e Balotelli, ad esempio, che, pur dotati di grande talento, non riescono a esprimere appieno le loro potenzialità.

E’ un po’ come possedere una Ferrari, saperla guidare è fondamentale ma devi anche saper sfruttare la potenza del motore quanto la sensibilità dei freni; ci vuole coraggio e incoscienza, ma anche una giusta dose di equilibrio. Tutte caratteristiche che Antonio ha, perché è cuoco maturo, con un bagaglio di esperienze acquisite alla prestigiosa corte di Moreno Cedroni, per il quale curava le aperture dei ristoranti all’estero. Ancor prima era stato in ristoranti stellati di Francia, Svizzera e Toscana, dove si era fatto le ossa come commis e lavapiatti, mentre nella sua città, Molfetta, era stato l’aiuto di Sergio Cantatore presso il ristorante “Al Borgo Antico”.

Prima de “Le Giare”, invece, era il responsabile della cucina di Eataly Bari, e, anche lì, la sua idea di cucina riusciva a staccarsi con grande personalità dagli standard del colosso piemontese. Eppure, quell’equilibrio capace di governare il talento del cuoco molfettese ha un nome: Lucia Della Guardia.

Lucia è la sua compagna, cuoca ma non solo, perché è anche un’ottima ballerina; forse proprio dalla disciplina del ballo ha trasferito il rigore, la fantasia e quell’equilibrio che permette ad Antonio di governare il talento. Un riuscito connubio, quindi, nel quale i due cuochi si completano a vicenda e marciano all’unisono in una direzione spesso nuova, a volte rischiosa, certamente mai banale.

Insomma Antonio è la Ferrari, Lucia è colei che spinge o frena, accelera o rallenta, a seconda della necessità e di ciò che è giusto fare, mantenendo sempre saldo quel legame tra testa e cuore che è il segreto di ogni successo.

La passione per la gastronomia è il cemento del loro legame, spingendoli a studiarne la storia e le tecniche e a sondare il campo della sperimentazione, rendendo ogni loro piatto un’esperienza nuova e decisamente divertente.

Al ristorante Le Giare di Bari, già dal menù ti accorgi che qualcosa di diverso c’è, perché non si utilizza la consueta suddivisione delle portate tra antipasti, primi, secondi e dessert; i piatti sono elencati senza un preciso ordine e tutti offerti allo stesso prezzo di 15 euro, ma la cucina è tra le più interessanti della città. L’idea è quella di non costringere il cliente in uno schema prefissato, lasciandolo libero di spaziare come desidera, in un percorso orizzontale da scegliere in grande libertà.

Scorrendo il menù si capisce subito che ci si trova in un luogo dove nulla è scontato e piatti come il Burger di ceci neri di Acquaviva germinati, cavolo viola fermentato e bagnetto verde di spinaci e chia o il Fegato di vitello, battuto di scampi, cipolla in saor di zafferano e malerbe non sono esattamente quello che si potrebbe trovare ovunque.

La nostra degustazione è partita con il benvenuto di Lucia, un Kombucha in seconda fermentazione con estratto di fragola, buccia di mandarino essiccato e ghiaccio di sedano, bevanda appena frizzante dotata di una gradevole e fresca acidità, che ha predisposto al meglio il palato ai piatti successivi .

Antonio Bufi, a sua volta, ha fatto il suo ingresso in campo con uno stuzzicante Gambero rosso di Mazara, gel al limone, polvere di olive e chips di riso e barbabietola.

E’ ancora Lucia a proseguire le danze (chi se non lei?) con il suo Finto Cous Cous di mandorle di Toritto e cavolfiore, gazpacho di opuntia dileni e fragole candite, piatto leggero, ancora una volta di dosata spinta acida. Impegnativa e allo stesso tempo divertente la masticazione di questo piatto, dovuta alla consistenza della mandorla che, abbinata agli altri inusuali ingredienti, si propone come esperienza totalmente nuova e difficilmente ripetibile fuori da questo ristorante.

Il capolavoro assoluto della serata è la Punta di petto di vitello, “salsa mac” al pomodoro Regina di Torre Canne, cipolla rossa di Tropea al cartoccio, kefir e polvere di bottarga, arancia e capperi. Antonio Bufi, in questo piatto, ha espresso tutta la sua maturità di cuoco, riuscendo ad ottenere, con la giusta cottura dei vari elementi, un mix di consistenze e sapori riconoscibili tutti in quell’unico pezzo di carne, nel quale il grasso diventa l’esaltatore perfetto del gusto racchiuso nella parte magra. Apprezzatissima l’idea di trasformare un taglio solitamente usato per farne brodo, in un piatto elegante che diventa una sorta di millefoglie contenuta in un sol pezzo, grazie alle stratificazioni naturali della carne, che si alternano tra grasso e magro, sfruttate alla perfezione e esaltate dalla perfetta cottura a bassa temperatura.

Il successivo Spaghettoro Verrigni all’aglio, olio, prezzemolo e anemoni di mare è piatto che conferma la mano felice di Bufi, preciso nell’esecuzione, originale nell’ideazione e nella sfumatura finale data dall’azzeccato inserimento del sakè “Junmai Daiginjo”.

Si prosegue con Petto d’anatra, sporchia, mayo al wasabi e purea di ogliarola De Carlo, giusto mix di tecnica e esaltazione dei sapori, in cui risulta particolarmente gradevole il contrasto tra la dolcezza della carne e lo spiccato amaro della sporchia. L’originale l’utilizzo di questo parassita delle fave, riporta ancora una volta all’idea dell’ingrediente povero esaltato in un piatto di alto livello, caratteristica del Bufi pensiero.

Originale il dessert, che, in piena coerenza, stravolge ogni regola grazie all’inserimento di elementi quanto meno inusuali come il pomodoro costoluto di Pachino e persino il capocollo affumicato di Martina Franca. La Zuppetta di pomodoro costoluto, fragole al forno, grattachecca alla mela e “crack” al capocollo di Martina Franca è l’espressione di una sana, divertente follia che rende la cucina di Bufi e Della Guardia, senza ombra di dubbio, una tra le più interessanti espressioni ristorative della città di Bari e non solo.

Ambiente e atmosfera del ristorante Le Giare di Bari
La sala del ristorante Le Giare è molto semplice e funzionale, con pochi tavoli ben distanziati che restituiscono una piacevole sensazione di privacy. Colori chiari e ampie vetrate donano freschezza, giustamente riscaldata dal bel pavimento in legno d’ulivo. Di fianco al ristorante, una saletta di accoglienza utilizzabile per una piccola tavolata e nella quale poter sfogliare alcuni interessanti testi di gastronomia.

Poco più avanti la sala wine bar dove, da pochissimo, è stato inaugurato “Dardabere”, bistrot costola del ristorante dove si possono degustare, oltre ai vini, birre artigianali, fermentati naturali, sakè e diversi cocktail abbinati a piatti semplici ma gustosi curati dallo stesso staff di cucina con la stessa cura del ristorante, a prezzi abbordabilissimi.

Approcciando al Dardabere con l’ottica di gustare la cucina di Bufi vista da una diversa angolazione, abbiamo trovato ottimi gli Spaghetti ai ricci di mare, davvero da manuale, e il Polpo con la cipolla cotta al cartoccio ed emulsione di prezzemolo, oppure l’ottimo Stinco di maiale alla Peroni rossa.

Nei dintorni del ristorante Le Giare: cosa c'è nelle vicinanze
Le Giare si trova in una zona a ridosso di quella centrale del capoluogo pugliese, dove è facile trovare parcheggio e spostarsi con facilità, sia per uscire da Bari che per addentrarcisi. Spostandosi con i mezzi pubblici o utilizzando il vicino Park & Ride, è molto agevole arrivare nella zona commerciale oppure concedersi una piacevole passeggiata nel Parco 2 giugno, polmone verde della città. Vicinissima l’uscita sulla tangenziale di Bari per potersi recare nelle località costiere, sia a nord che a sud, e verso l’autostrada. Di fianco al ristorante l’ottimo Hotel Rondò, sistemazione gradevole e comoda per programmare qualsiasi attività di svago o di lavoro.



Video Ristorante Le Giare




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Opinioni Ristorante Le Giare



  1. 5 / 5
    Genio e qualità

    Genio e qualità le caratteristiche che ho trovato in questo locale. Cucina di alto livello, vasta carta dei vini. Consigliato!

  2. 5 / 5
    Recensione

    Le Giare è un ristorante che secondo me diventerà presto un caso nazionale: unico nel suo genere perché si ha la sensazione di mangiare una cucina primitiva nel senso più genuino del termine: radici, estratti, fiori e cotture che io non avevo mai visto altrove. Anche il servizio è molto Zen; nulla di estroso, sia chiaro, solo tanta cultura proposta in modo coerente.


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