Negli ultimi mesi la Toscana ha acceso i riflettori su una novità che promette di cambiare il volto del Chianti, una delle DOCG più celebri d’Italia e uno dei vini rossi italiani più amati al mondo. Si è infatti sempre più vicini al lancio del Chianti Rosé, una nuova tipologia di Chianti nata dal desiderio di rinnovare un marchio storico e di dialogare con un mercato in evoluzione, sempre più interessato a vini freschi, leggeri e versatili come i rosati, il cui consumo ha registrato un aumento costante negli ultimi anni.
Chianti Rosé: come nasce il nuovo vino rosato toscano
Il Chianti Rosé nasce dalle stesse colline e dallo stesso vitigno che da secoli danno vita allo storico Chianti rosso, ovvero il Sangiovese situato tra le provincie di Firenze e Siena che dovrà costituire almeno la metà del blend affiancato da altre varietà autoctone. La differenza sta infatti tutta nella vinificazione: mentre il Chianti classico prevede una lunga macerazione delle bucce per estrarre colore e struttura, il Chianti Rosé riduce i tempi di contatto tra il mosto e le bucce durante la macerazione, ottenendo così una tonalità più delicata e un profilo aromatico più fresco e floreale.
In attesa di ricevere il via libera dal Ministero dell’Agricoltura per la modifica ufficiale del disciplinare, l’interesse nei confronti della nuova denominazione toscana è sempre più elevato, soprattutto da parte di tutti quei consumatori abituali di rosé che prediligono vini freschi e versatili, capaci di adattarsi facilmente a diverse occasioni di consumo. Ma questa non è l’unica sfida che il Chianti Rosé sta affrontando. Accanto alla motivazione prettamente commerciale ce n’è infatti una ben più profonda e radicata; quella di tipo culturale. Il Chianti Rosé è un chiaro segnale della volontà di restare fedeli al territorio con uno sguardo rivolto al futuro, di rinnovarsi pur mantenendo le proprie radici salde nella storia enologica toscana.
Per il mondo della ristorazione il lancio del Chianti Rosé rappresenta una novità di grande interesse e potenziale. La sua natura fresca, equilibrata e moderatamente strutturata lo rende infatti estremamente versatile negli abbinamenti gastronomici; capace di adattarsi con disinvoltura a cucine e stili molto diversi tra loro e di offrire un’alternativa elegante e contemporanea ai vini bianchi e rossi leggeri.
Alle origini del Chianti: la storia che ha ispirato la nascita del Chianti Rosé
Per comprendere a fondo la portata di questa novità, vale la pena ricordare dove e come nasce il Chianti tradizionale, il vino storico toscano conosciuto e rinomato in tutto il mondo con origini che risalgono al XIII secolo. In quel periodo, i primi viticoltori iniziarono infatti ad organizzarsi per tutelare e identificare i vini prodotti nella zona tra Firenze e Siena; zona in cui però verranno delimitati i confini ufficiali del Chianti solamente nel 1716, grazie ad un bando promulgato dal Granduca Cosimo III de’ Medici. Da allora e fino a che non ottenne la DOCG nel 1984, il Chianti ha attraversato secoli di trasformazioni ed evoluzioni per adattarsi alle esigenze del mercato e alle nuove tecniche di vinificazione, mantenendo tuttavia intatto il suo forte legame con il Sangiovese, vitigno simbolo della Toscana capace di esprimere nei suoi profumi e nella sua struttura la complessità del territorio.
Ed è per questo che, oggi, il debutto del Chianti Rosé non cancella la tradizione ma ne scrive un nuovo capitolo, dimostrando ancora una volta che la forza del Chianti sta proprio nella sua capacità di rinnovarsi senza mai perdere l’identità che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Insomma quella a cui stiamo assistendo non è una rottura con il passato ma un’evoluzione naturale di una storia secolare.
