Si celebra la prossima settimana, giovedì 5 febbraio 2026, la tredicesima Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, una ricorrenza istituita per mantenere alta l’attenzione su una delle sfide più urgenti del nostro tempo; un fenomeno, quello dello spreco alimentare appunto, che continua ad avere un impatto significativo non solo sull’ambiente, ma anche sull’economia e sulla coesione sociale, rendendo questa giornata oggi più attuale che mai.
Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare: istituzione e obiettivi
La Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare viene istituita nel 2014 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari (DISTAL) dell’Università di Bologna; contesto in cui nacque e da cui rapidamente si diffuse la campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market, fondata dall’economista Andrea Segrè con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sul valore del cibo e sulla necessità di ridurre lo spreco. L’idea alla base dell’istituzione di questa Giornata Nazionale era quindi semplice ma potente: creare un momento simbolico annuale capace di informare, educare, generare consapevolezza e stimolare il cambiamento culturale duraturo. È così che il 5 febbraio, negli ultimi tredici anni, è diventata una data di riferimento per campagne pubbliche, iniziative educative e attività di sensibilizzazione diffuse su tutto il territorio nazionale.
Quando si parla di spreco alimentare, tuttavia, il rischio è quello di ridurre il problema a ciò che viene buttato nel contesto privato della casa. In realtà, lo spreco alimentare è un fenomeno strutturale, che attraversa tutta la filiera: dalla produzione agricola alla trasformazione industriale, dalla distribuzione alla vendita, fino al consumo finale. Ogni giorno, grandi quantità di cibo perfettamente commestibile vengono perse o eliminate per motivi logistici, estetici, commerciali o culturali, contribuendo così ad una dispersione di risorse che il sistema non può più permettersi e generando molteplici conseguenze, tutte strettamente interconnesse tra loro:
lo spreco di acqua, suolo ed energia, oltre alla produzione di emissioni di CO₂ evitabili, sul piano ambientale;
una perdita di valore lungo tutta la filiera, con costi che ricadono su imprese, famiglie e sull’intero paese, dal punto di vista economico;
un aumento delle diseguaglianze sul piano sociale.
Ridurre lo spreco alimentare significa quindi non solo tutelare l’ambiente, ma anche migliorare l’efficienza del sistema economico e contribuire ad una maggiore equità sociale. Per questo, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in linea con l’Agenda 2030, considera oggi la prevenzione degli sprechi come uno degli strumenti chiave per lo sviluppo sostenibile, portando la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare ad inserirsi in un quadro più ampio di politiche che promuovono la riduzione delle eccedenze, il recupero e la redistribuzione del cibo, l’economia circolare e l’educazione ambientale.
Tredicesima Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare: un invito alla responsabilità collettiva
La tredicesima Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, che si celebra il prossimo 5 febbraio 2026, rappresenta un’importante occasione per invitare ogni cittadino a riflettere sulle proprie abitudini quotidiane attuali e su quelle che potrebbe introdurre; quali scelte di acquisto più consapevoli, corretta conservazione degli alimenti, recupero degli avanzi, sostegno di iniziative solidali. Allo stesso modo, aziende e istituzioni sono chiamate a promuovere pratiche virtuose, modelli di produzione più efficienti e consumi più responsabili.
A tredici anni dalla sua istituzione, la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare continua a dimostrare tutta la sua necessità. Non si tratta solo di una ricorrenza simbolica, ma di un richiamo concreto alla responsabilità collettiva: prevenire lo spreco alimentare oggi è una scelta indispensabile per costruire un futuro più sostenibile, equo e consapevole.
