Cerca un ristorante

Effettua una ricerca su tutto il nostro database ristoranti.

Ristorante L'Arcade di Porto San Giorgio

(4.66)
  • Migliori Ristoranti
  • Specialità: n.d.
Ristorante verificato

Recensione Ristorante L'Arcade di Porto San Giorgio a cura del nostro giornalista

Il ristorante L’Arcade è alle porte del centro storico di Porto San Giorgio. Appena cinque tavoli per 22 coperti, luci soffuse e parquet sui pavimenti. C’è la mano elegante e femminile di mamma Ekaterina negli arredi che sono essenziali e sobri, mentre in cucina c'è il giovane e talentuoso chef patron Nikita Sergeev, scoperto più di 7 anni fa dal mitico Luigi Cremona. Punti fermi della sua cucina sono la fermentazione e l'essiccazione delle verdure che abbina al pescato, alle carni e ai latticini. Nikita Sergeev è una scoperta che ogni buongustaio deve assolutamente fare. Una cucina moderna contaminata in modo intelligente dai ricordi dell’infanzia. Una mano talentuosa e una cultura del nostro Bel Paese che non ti aspetti da un ragazzo che è in Italia da pochi anni.

Storia del ristorante L'Arcade di Porto San Giorgio

Nikita Sergeev termina gli studi in Scienze Politiche in Russia, arriva in Italia e si forma sui banchi di Alma. Trova la cucina italiana affascinante, equilibrata e democratica. Approfondisce le sue origini direttamente con la nonna e impara la tecnica della fermentazione degli ortaggi. La sua cucina è di carattere. Inconfondibile. Nikita nasce il 6 febbraio del 1989, anno che ha cambiato il corso della storia socio economica e culturale di una Mosca a corto di grandi ristoranti e con tavole ancora scarne dopo il lungo “digiuno socialista”; Nikita, però, non ha mai perso tempo perché la madre Ekaterina Sergeeva e soprattutto la nonna Tamara fanno in tempo a trasmettergli la memoria e l’amore per i sapori russi: le bacche selvatiche, i funghi, i pesci conservati e affumicati, soprattutto i generosi piatti delle feste, come l'anatra e il maialino, piuttosto che il caviale. Basta lo “spettacolo” di una maionese montata al guéridon, in uno dei primi ristoranti moscoviti verso la fine del 2009, per fargli intravedere un mondo affascinante e lontano. Intanto in Russia termina gli studi
laureandosi in Scienze Politiche, con una tesi sul sistema tributario nel 2010. Arriva in Italia in vacanza con i suoi genitori e scopre che la sua laurea non è riconosciuta. Inizia un altro percorso formativo sui banchi di Alma con professori del calibro di Luciano Tona, Andrea Grignaffini, Silvio Salmoiraghi e Paolo Lopriore e un rettore inimitabile, quanto indimenticabile, il Maestro Gualtiero Marchesi. Trova la cucina italiana affascinante, equilibrata e democratica. Approfondisce le sue origini culinarie leggendo libri e scomodando direttamente la nonna per approfondire la tecnica della fermentazione degli ortaggi e del latte, che da loro è molto comune per le lunghe stagioni fredde. La contemporaneità continua a inseguirla, andando spesso a mangiare con gli amici colleghi in tutta Italia, nello sforzo di portare a termine il puzzle della sua cucina personale. Dopo lo stage al Tramezzo di Parma e l'esame finale di Alma, nell'aprile 2013, è già tempo de L’Arcade, un ristorantino ubicato in una via di passaggio a Porto San Giorgio, nel cuore della città marinara. La sua cucina, in continua crescita e evoluzione è di carattere, ben definita. In una parola inconfondibile. Per la capacità di unire i sapori distinguendoli in coraggiosi abbinamenti di ‘grassi’ in contrasto che, eliminandosi a vicenda, persistono in bocca e nel naso. Attualmente il giovane Nikita Sergeev è segnalato con ottimi punteggi nelle migliori guide italiane, fa parte del gruppo gli Ambasciatori del Gusto e dei Giovani Ristoratori d’Europa.

Ambiente e atmosfera del ristorante L'Arcade di Porto San Giorgio

Nikita aveva visto tanti locali, ma voleva qualcosa di raccolto, lontano dalla spiaggia, per evitare il confronto con esercizi “ingombranti. Appena cinque i tavoli per 22 coperti, con mise en place moderna e contemporanea, tendente al minimal, tavoli in legno nudi, luci spot soffuse e parquet sui pavimenti. C’è la mano elegante e femminile di mamma Ekaterina anche negli arredi che sono essenziali, sobri, quasi a voler dire: qui brillano e profumano solo le ricette di Nikita. Sulla parete in fondo c’è una foto rarissima di un gallo che balla di Tim Flach. Il fotografo che ama fotografare l’aspetto umano delle creature fuori dal loro habitat. Brilla il Bunny di Marcel Wanders. One minute Bunny è un cenno ceramico ad Alice nel paese delle meraviglie, placcato oro 24K. Il servizio, curato da mamma Ekaterina, vede in sala il maitre sommelier Leonardo Niccià. Competente, acuto e molto simpatico.

Cosa mangiare nel ristorante di Nikita: la nostra degustazione

Prima di cominciare il ‘percorso nikita’, dovete sapere che il giovane Nikita Sergeev fu scoperto dal mitico Luigi Cremona all’apertura del suo locale ben 7 anni fa. Il piatto galeotto fu un risotto al sedano rapa e sentori di mare, limone candito e capperi.

Oggi, rispetto agli anni passati, sono cambiate tante cose. Da un po' di tempo lo chef chef Nikita Sergeev stava lavorando sull'eliminazione del menù à la carte a favore di un menù da presentare "al buio" ai propri ospiti. In tempi "normali", questa scelta avrebbe richiesto tempo e pazienza, anche per permettere ai clienti di "digerire" la scelta integralista dello chef. Il lockdown, come per molti altri aspetti, ha permesso di velocizzare i cambiamenti. Il cliente oggi pranza e cena "al buio" e decide solo il numero di portate e di conseguenza il prezzo finale; non decide, quindi, quali piatti degustare fino a quando il cameriere non gli presenterà il piatto a tavola. "La scelta dei menù degustazione al buio - 𝒄𝒊 𝒇𝒂 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒓𝒆 𝑵𝒊𝒌𝒊𝒕𝒂 - hanno la caratteristica di pesare meno sulle tasche dei clienti. Cambiare menù sulla base della spesa giornaliera ci permette di evitare sprechi, conservazioni lunghe e abbattimenti. Tutto è lavorato al momento con ingredienti freschissimi." 

Il menù? Piccolo buio di 4 portate a 35 euro, Grande buio di 7 a 55 euro e il Percorso Nikita di 11 portate a 75. La carta, come dicevamo, è stata abolita.

Perché far visita a questo ristorante?

Nikita Sergeev è una scoperta che ogni buongustaio deve assolutamente fare. Una cucina moderna contaminata in modo intelligente dai ricordi dell’infanzia passata nella sua terra e dall’amore per la cucina italiana e i suoi prodotti. Arcade era figlio di Zeus e della ninfa Callisto. Hera lo trasformò in orso e quando rischiò di essere ucciso, Zeus lo portò in cielo fra le stelle insieme alla mamma. Nacquero così il grande carro e il piccolo carro. Arcade è il piccolo carro che prima era un orso. Chiedete spiegazioni allo chef, vi sorriderà sornione e tornerà dalla sua brigata. Nikita ha una mano professionale e conosce fino in fondo il perché di ogni suo piatto. Ve lo spiegherà con semplicità e profonda competenza delle materie prime usate. Un ‘percorso Nikita’ da fare con lui anche a parole. Un grande piacere ascoltarlo. Deciso, coraggioso, fermo nelle sue idee. Come le sue ricette.


Opinioni Ristorante L'Arcade (1)

  1. Ale_O

    Straordinario

    5 / 5

    Sono stata a cena in questo locale su consiglio di un amico. Tutto ottimo, al di là delle aspettative. Ambiente intimo e curato, tendenzialmente minimal. I piatti sono equilibrati, innovativi e ben presentati. Merita sicuramente una visita.

Scrivi la tua opinione per Ristorante L'Arcade

Per poter lasciare una recensione è necessario eseguire l'accesso ad Oraviaggiando.

Accedi o registrati gratuitamente


w3 Validator