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Ai Tri Scalin di Ferrara

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  • Ristoranti tipici regionali
  • Specialità: n.d.
Ristorante non verificato

Ai Tri Scalin di Ferrara: ecco cosa scrivono i nostri segnalatori

Ai Tri Scalin a Ferrara è tra i migliori ristoranti dalla cucina tipica ferrarese per questo ci sentiamo di consigliarvelo. Del resto Ferrara è una città ricca di storia e di tradizioni, e una delle sue caratteristiche è proprio quella di poter contare su una cucina tipica davvero varia e di buona qualità. Sono diversi infatti i ristoranti e le trattorie che offrono soluzioni di ogni tipo, e per tutti i gusti, ai clienti. Chi però desidera assaggiare i veri piatti tipici del ferrarese non potrà farsi sfuggire quest'indirizzo: Ai Tri Scalin, in Via Darsena, 50. Sembrerà di immergersi in un tuffo nel passato e di tornare nella cucina delle nostre nonne, con un tocco di gusto in più che non guasta mai. Scopriamo allora ambiente e atmosfera di questo locale, la sua storia e il suo menu.

Ambiente e atmosfera dei Tri Scalin: una trattoria come quelle di una volta

Diciamo innanzitutto che la centralità del posto è un punto a favore. La trattoria Ai Tri Scalin si trova infatti a pochissimi passi dal centro storico di Ferrara, nei pressi del principale parcheggio. Da qui si può arrivare tranquillamente a piedi. Non è un locale piccolo, ma neppure enorme. È la classica trattoria di un tempo che non era un bugigattolo né un luogo immenso per estensione. I coperti qui infatti sono 80, spalmati tra due grandi sale da pranzo in stile rustico. Già dall'insegna si capisce che non si vuole concedere nulla ai vezzi contemporanei, ma tutto resta come le buone e vecchie trattorie di una volta. Appena si entra poi si viene avvolti proprio da questo tipo di atmosfera, con il bancone del bar e i tavoli e le sedute in legno scuro, le pareti ricoperte da perlinato e il profumo di buon cibo nell'aria. Si respira un'atmosfera, insomma, davvero genuina. Il cliente viene inoltre accolto dallo staff con calore e gentilezza: dal personale di sala, ma se si è fortunati dagli stessi titolari del locale, con cui si possono scambiare due chiacchiere informali.

La storia della trattoria Ai Tri Scalin

Questa trattoria così tipica ha aperto i battenti quasi cinquant'anni fa, nel 1974. Il ristorante “I Tri scalin” era stato infatti rilevato proprio in quell'anno da Mario Zanirato, che in questo stesso luogo (che aveva un nome diverso) si era “fatto le ossa”, mettendo in pratica l’esperienza maturata precedentemente come cuoco. Più di dieci anni fa Zanirato (che è venuto a mancare nel 2014) decise di lasciare l'attività del ristorante, ben avviata e consolidata, ai figli Igor e Thomas, ormai cresciuti e in grado di proseguire sulla strada da lui tracciata.

Il menù della trattoria Ai Tri Scalin: piatti della tradizione ma nulla è lasciato al caso

Appena ci si siede a tavola nulla viene lasciato al caso. Dalla tavola apparecchiata alle chiacchiere con il cameriere per le ordinazioni, o con gli stessi proprietari. Sempre estremamente gentili, non hanno affatto un fare sbrigativo, ma illustrano al cliente tutte le portate di primi e secondi, fatti rigorosamente in casa. L’antipasto più gettonato è quello del salamino di campagna alla griglia, accompagnato da bocconcini di polenta con lardo di Colonnata fuso: una delizia che non si può spiegare, la si deve provare. Passando ai primi piatti il pasticcio di maccheroni alla ferrarese è quasi d'obbligo, non lo si può non ordinare! In alternativa si può optare per maccheroncini alla chitarra preparati in giornata (strepitosi se conditi con il ragù di castrato) o, se lo si preferisce, per le pappardelle al sugo di cinghiale o per i cappellacci alla zucca con ragù. Anche i cappelletti in brodo sono un'ottima scelta.

Vasto range di sapori anche per i secondi: se si è qui, dal carrello dei bolliti misti con le salse di condimento non si sfugge. Oltre alla salamina, chi ama queste pietanze ordina lingua, testina, manzo, cotechino. Se proprio i bolliti con il puré di patate non vi tentano (o magari venite a mangiare qui in estate) potreste scegliere il must dei must degli anni passati, che non molla un colpo: il filetto al pepe verde, o anche una tagliata di manzo o di angus servita con tanta rucola. E per chi non sa rinunciare al fritto misto all’italiana, qui non si sbaglia: è prelibato. Che dire poi della scelta dei vini? Nessun problema! Thomas, il sommelier, saprà consigliarvi dalla sua ben fornita cantina, la bottiglia più adatta per ogni menù. Infine, per concludere un pasto da veri re, i dolci. Sono tutti, ma davvero tutti, molto buoni. C'è l'imbarazzo della scelta. Noi consigliamo la torta alla robiola e pinoli, ma si possono anche prendere più porzioni e passarsele tra convitati. Da non lasciarsi sfuggire la torta Tenerina, tipica delle zone del ferrarese. E per chi ama i dessert classici, qui si mangia ancora la zuppa inglese come una volta. Con vini, anche in questo caso, adeguati alla circostanza.


Foto Giornalista Jenny Giordano Recensione a cura di:
Jenny Giordano

Giornalista

Campania


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