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Aalto restaurant di Milano

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  • Agriturismo con ristorante
  • Specialità: n.d.
Ristorante non verificato

Aalto restaurant di Milano: ecco cosa scrivono i nostri segnalatori

Aalto restaurant a Milano: quando la cucina fusion sorprende palato e anima.

Sei a Milano ed hai voglia di cucina asiatica contemporanea di un certo livello, per la precisione di una cucina di grande qualità? Allora l'indirizzo giusto è in Piazza Alvar Aalto, nel distretto di Porta Nuova, cioè nel cuore della Milano più moderna e “alla moda”. Proprio dal nome del famoso architetto che ha progettato quest'area della metropoli lombarda prende spunto il ristorante dell'imprenditore Claudio Liu, Aalto part of Iyo, che nel 2020 ha riaperto in bellezza con un nuovo chef, Takeshi Iwai. Scopriamo tutto allora sul ristorante asiatico stellato (una stella Michelin) Aalto, dall'ambiente alla storia, fino alle proposte di menu.

L'ambiente dell'Aalto a Milano: design coerente con la “cucina libera”

Al primo piano della Torre Solaria, il ristorante Aalto ha riaperto il 18 giugno del 2020, dopo una pausa di quasi un anno in cui sono state riviste parecchie cose. La prima novità è quella dell'arrivo dello chef Takeshi Iwai, spostatosi dalla Cascina Guzzafame di Gaggiano già dalla fine del 2019, mentre la seconda sta nella rivisitazione di alcune pietanze in menu. L'ambiente e l'atmosfera del ristorante Aalto non ti lascerà deluso se cerchi l'essenzialità nelle forme e una certa concretezza. I 320 metri quadrati progettati dall'architetto Maurizio Lai sono assolutamente in linea con il concetto di cucina libera che qui viene portato avanti. Il legno è l'assoluto protagonista, soprattutto in noce, mescolato ad altri materiali secondo natura: cuoio per alcune sedute, porfido per le pareti geometriche, ottone per le rifiniture. Bellissimi i tavoli pensati in un design da scacchiera, con una raggiera davvero suggestiva e i tasselli in metallo. Una curiosità: l'aria all'interno dell'Aalto viene costantemente purificata e pulita, attraverso un processo di fotocatalisi. Di questi tempi assicurare ai clienti un'aria sanificata come in alta montagna non è da tutti.

La storia dell'Aalto Milano: una rinascita sotto il segno della libertà

Aperto il 5 novembre del 2019, questo locale ha avuto solo quattro mesi di vita prima della chiusura imposta dai decreti legislativi dovuti alla pandemia da Coronavirus. Ecco dunque che il 7 marzo 2020 è costretto a chiudere, senza realmente rendersi conto dell'apprezzamento del pubblico (che in realtà c'era già stato, soprattutto per l'esperienza “Omakase” che il locale offre, cioè la libera scelta allo chef su cosa mangiare). La riapertura a giugno, dopo pochi mesi, lo riproietta tra i locali più apprezzati della città e non solo, grazie alla stella Michelin e allo chef Iway. Oggi “Aalto- Part of Iyo”, completamente rinnovato, continua ad ispirare la propria filosofia al concetto di libertà.

Il menu di Aalto Milano: equilibrio tra ricerca del gusto, tecnica e precisione

La cucina fusion per eccellenza qui ti accoglie, partendo da una forte presenza di Oriente, in particolare Giappone, ma si fonde con suggestioni mediterranee e si ispira alle scelte culinarie del Nord Europa. Il mantra del luogo, e la base della cucina libera è: “I confini vanno superati”. Combinazioni di gusto, perciò, che lasceranno sorpreso perfino l'avventore più appassionato e smaliziato di “ristoranti etnici” (anche se l'Aalto è molto più di questo). Quello che appare lampante è un delicato equilibrio, quasi magico, tra estrema precisione giapponese, tecnica impeccabile nell'esecuzione dei piatti, ma anche costante ricerca del gusto, che si impone come base di tutte le scelte dello chef. Colpiscono il palato, ad esempio, gli oli di oliva aromatizzati con erbe vere in infusione, come il basilico ma anche aghi di pino, o fiori di verbena. Il menu può essere scelto tra la degustazione di 8 o 5 portate oppure a la carte (antipasti, primi, secondi e dessert).

Nel menu degustazione da otto portate si potranno assaggiare due primi piatti come gli spaghetti cacio e pepe alla tsukemen con brodo di anguilla in saor e il risotto aspro con fiori di sakura, gelato di alga kombu e ostrica. Molti invece sono gli assaggi di secondi piatti: gli scampi con semi; i cannolicchi, asparagi bianchi e camomilla; la lingua di manzo, salsiccia di Bra e Polpo-bushi; l'anguilla con tataki di manzo e liquirizia. Ancora: il filetto di manzo alla brace, bacche di mirtillo rosso e melanzana e in conclusione il dessert con la sfoglia al cioccolato e gelato al latte affumicato. L'abbinamento con i vini è a parte. Da non lasciarsi sfuggire gli spaghetti con crema di vongole alla Tsukemen, i cannolicchi con asparagi bianchi e camomilla, e l'incredibile dessert della sfoglia al cioccolato con gelato al latte affumicato.

Altre informazioni utili

Il costo a testa per una cena all'Aalto part of Iyo va mediamente dagli 85 ai 150 euro, vini esclusi (8 calici euro 100 per persona / 5 calici euro 60 per persona).

Merita sicuramente una tappa.


Recensione a cura di: Jenny Giordano


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