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Joia di Milano

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  • Ristoranti Vegetariani
  • Specialità: n.d.

Recensione Joia di Milano

Chi ha detto che essere vegetariani o vegani significa accontentarsi di cibo triste e non variare nel gusto? Poteva essere vero decenni fa, ma non certo negli ultimi anni. Se ne sono accorti anche i ristoratori, che hanno abbracciato queste nuove scelte di nutrizione convertendole in esaltazione di questo particolare tipo di gusto, e cioè nel gourmet. In pratica, una vera e propria sfida. Ebbene, il ristorante Joia a Milano, in Via Panfilo Castaldi 18, è stato il precursore di questa tendenza, quello che ha fatto da apripista: il primo ristorante ad introdurre la cucina vegetariana in Italia. Non a caso il quartiere in cui sorge è quello che più si adatta alle sperimentazioni e alle fusioni da melting pot. Scopriamo allora tutto su ambiente, storia e menu del Joia.

L'ambiente e l'atmosfera del Joia a Milano: diverse sale per chi ama il low cost o lo stellato

Sia che si scelga il Joia gourmet sia che si opti per il Joia Kitchen, ambiente in versione low cost dello stesso tipo di cucina, la location qui è minimalista, ma non per questo fredda né respingente per chi vi accede. I colori invece sono leggeri e teneri, mentre le luci sono calde e rassicuranti, con faretti grandi, in stile set fotografico. Le linee architettoniche del locale si rifanno ad un essenzialità davvero chic. Interessante anche la presenza della Joia Academy, “strumento” di divulgazione della filosofia veg di Pietro Leeman. Un ambiente zen all'occidentale, insomma.

La storia del Joia Kitchen a Milano: dietro le quinte c'è Pietro Leeman

Aperto nel 1989, il Joia (prima Gourmet e poi Kitchen) è stato il primo ristorante vegetariano ad aver ricevuto (già nel 1996) una stella Michelin in tutta Europa. Dietro quest'apertura c'è un uomo, che possiamo anche definire un grande filosofo: il milanese Pietro Leemann. I suoi piatti, che quasi ricordano un'esperienza di sogno, non sono altro che il punto di arrivo, materializzato in cibo, del percorso spirituale e della consapevolezza raggiunta nel corso degli anni. Ecco cosa dice infatti Leeman a proposito della sua filosofia nutrizionistica: “La mia cucina è amica del pianeta, dei suoi abitanti, e di chi la mangia. Essa deve tenere conto di tutti questi aspetti per essere in armonia con la terra e la sua sostenibilità. Il nostro compito risiede nella conoscenza, nell’esercizio, nonché nella divulgazione (anche a tavola!) di quelle informazioni atte a garantire tale equilibrio. Il concorso di cucina vegetariana da me indotto e i libri che nel corso degli anni ho pubblicato s’iscrivono in tal senso”. 

Il menu del Joia Kitchen: vegano all'80% e senza glutine

Colore, sapore, consistenza e presentazione: tutto nei piatti che possono essere ordinati al Joia parla della natura come prima fonte d’ispirazione. Il Joia segue tutti i ritmi naturali e stagionali, e non servirà mai una verdura che non sia di stagione!  Tutti gli ingredienti sono inoltre biologici e a km 0, provenienti da aziende agricole vicine e conosciute. Il vero gusto con pochissimi grassi, zero glutine e zucchero in minima quantità: un paradiso per celiaci, vegani e chi desidera concedersi uno strappo alla regola della dieta ipocalorica senza troppi rimpianti. Ogni pietanza, chiamata "creazione", ha un titolo con il quale lo chef concretizza un'ispirazione di qualsiasi tipo legata alla natura. Piatti biodinamici, vegetariani, vegani e bio preparati con cura in locale casual, con menù di degustazione. Ma veniamo alle informazioni pratiche. Chi decide di cenare o pranzare qui (a pranzo le proposte sono complete come a cena) può scegliere tra tre menu degustazione del Joia Gourmet (Zenith, 11 portate, 135 euro; L'Enfasi della Natura, 8 portate, 115 euro; Tuber Magnatum, 5 portate, 115 euro; La Scoperta, 5 portate 95 euro) oppure tra i menu alla carta del Joia Kitchen (Appunti di viaggio, Porto del Sole o Fonte della Vita, tra i 29 e i 31 euro). In entrambi i casi non si resterà delusi, perfino se si è onnivori! Anzi, si comincerà a guardare al mondo veg con nuovo sguardo. Piatti da non farsi sfuggire, a nostro parere: l'antipasto “Mangialafoglia”, il primo piatto in risotto “L'ombelico del mondo”, e lo spettacolare dessert al cacao “Macondo”.

La carta dei vini, infine, è molto interessante e può riservare piacevoli sorprese.

Il costo a persona osclilla tra i 25 euro del Joia Kitchen fino ai 125 euro a testa, vini esclusi, del Joia Gourmet. Un ristorante stellato in cui consigliamo la visita anche ai non vegetariani.


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