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Ristorante La Terrazza di San Marino

(5.00)
  • La nostra selezione
  • Specialità: Tagliatelle al tartufo, pasta fatta in casa
Ristorante verificato

Recensione Ristorante La Terrazza di San Marino a cura del nostro giornalista

Storia, arte, scorci panoramici da togliere il fiato, shopping e tradizione enogastronomica fanno di San Marino, la Repubblica più antica del mondo, la meta ideale per una gita fuoriporta. Tra le vie del centro storico, in Contrada del Collegio, incontrerete l’Hotel Titano, un’elegante costruzione risalente alla fine dell’800. Qui si pratica accoglienza dal 1894 ed il ristorante La Terrazza di quell’accoglienza ne è l’emblema, per la cura e l’impegno con cui si lavora per portare in tavola al cliente solo la migliore tradizione enogastronomica locale. Il fiore all’occhiello di questa cucina sono il pane e le paste fresche fatte in casa come vuole la regola della tradizione, la freschezza e la genuinità della materia prima di qualità reperita sul territorio, la capacità di proporre la grande cucina romagnola avvicinandola alle più moderne tecniche di preparazione e ad originali abbinamenti di gusto. Carne, pesce, piatti light e vegani per andare incontro alle esigenze di tutti i clienti. Ospitalità, appunto, nel senso vero del termine.

Storia del ristorante La Terrazza di San Marino

Il ristorante La Terrazza di San Marino è uno di quei ristoranti con "la ricetta vincente": una location di valore, un’identità di ambiente e cucina coerente, l’uso di materie prime adeguate e la competenza di gestione. Antonio Stoppa e Saverio Guida - rispettivamente direttore del ristorante e Chef di cucina - hanno costruito la loro carriera professionale con esperienze significative e di qualità. Antonio lavora nel settore alberghiero e della ristorazione da più di 20 anni e Saverio in cucina ci sta dai tempi dell'alberghiero. Entrambi pugliesi e sammarinesi d’adozione, promuovono un’idea di cucina inequivocabile: la tradizione del territorio, la cuginanza gastronomica con la Romagna, gli ingredienti selezionati con cura, il rispetto del passato e la curiosità attenta sul presente. Il menù propone paste fresche, paste ripiene, piatti di carne cotte lentamente e a bassa temperatura come vuole la tecnica moderna, pesce fresco del mercato, ortaggi, verdure e frutta da piccole aziende del territorio e pane e dolci di produzione propria. Una cucina stagionale rigorosamente espressa, ricca e generosa nel gusto ma anche attenta allo spreco e a particolari stili alimentari. La carta dei vini è piuttosto fornita e oltre ai grandi classici nazionali, bollicine di casa nostra e francesi, troverete vini di qualità prodotti nel territorio sammarinese.

Ambiente e atmosfera del ristorante La Terrazza di San marino

Una location da sogno degna di una splendida località come San Marino. L’Hotel Titano che ospita il ristorante è situato tra le vie del centro storico e gode di tutto il suo fascino antico, gli spazi del ristorante affacciano su una vista splendida fin dove l’occhio poi si perde. Una regia attenta e sapiente ha evitato il rischio di appesantire un ambiente già importante, mantenendo un’elegante sobrietà e coerenza. La scelta del tovagliato bianco, le finiture ed i complementi in ferro, rendono ancor più leggero questo locale sospeso nel cielo. Le ampie vetrate consentono a tutti gli ospiti un’ampia visione dei luoghi circostanti, uno spazio cornice, una splendida finestra sulla geografia tra Adriatico e entroterra marchigiano-romagnolo.

Cosa mangiare al ristorante La Terrazza: la nostra degustazione

Il menù del ristorante La Terrazza di San Marino è una celebrazione dell'identità gastronomica locale, arricchita da tecniche moderne, ingredienti freschi e una visione contemporanea della cucina tradizionale. L’offerta si presenta articolata ma ben equilibrata, e spazia dalle carni ai piatti vegetariani, dai sapori del mare alla pasta fatta in casa. Una cucina coerente, viva, ben espressa dalla mano dello chef Saverio Guida, che riesce a dare un’impronta personale a ogni portata senza mai sacrificare il gusto.

Antipasti: l’inizio che sorprende

Apre il sipario una selezione di antipasti dove spiccano raffinatezza e riconoscibilità. Tra questi il Culatello dell'Azienda Agricola Zavoli con melone retato, trattato come una giardiniera e accompagnato da spuma di melone sifonato; un classico riletto con eleganza: la dolcezza del frutto si fa più moderna, in un equilibrio di sapori e consistenze che introduce il percorso con leggerezza. Imperdibile anche il Calamaro cotto a bassa temperatura, accompagnato da asparagi e maionese al nero di seppia montata con zenzero e limone: la tecnica è impeccabile, la resa gustativa avvolgente; un piatto perfetto come antipasto perché è appagante ma allo stesso tempo capace di accentuare la voglia di continuare il percorso. Per chi ama sapori più decisi, la Tartare di manzo con erba cipollina, gel di tuorlo, soia, cappero e riso croccante è un perfetto esempio di sinergia tra morbido e croccante, acido e "grasso". Più comfort ma non meno curata la Parmigiana di melanzane in chiave moderna, un piatto di recupero ideale per chi cerca sapori familiari ma alleggeriti e rielaborati con intelligenza. La scelta di non utilizzare il parmigiano potrebbe far storcere il naso a quale purista conservatore, ma apre la strada a una versione più leggera e versatile, capace di valorizzare le melanzane senza coprirne il gusto. 

I primi: la pasta fatta in casa è il cuore del menù

La sezione dedicata ai primi piatti è, come ci si aspetta da una cucina romagnola di qualità, un vero orgoglio della casa. Tutta la pasta fresca è fatta in casa quotidianamente, e questo lo si percepisce a ogni boccone. Il cappellaccio ricotta e spinaci con pomodoro e olio al basilico è un altro piatto di recupero che definisce il concetto di semplicità eseguita alla perfezione. Anche il cappellaccio, infatti, è un raffinato omaggio al principio del "non spreco". Per la preparazione, la buccia del pomodoro viene rimossa, esiccata e trasformata in una polvere che viene poi cosparsa sopra il piatto. La polpa, invece, viene cotta in forno con degli aromi e successivamente immersa in un olio aromatico che include aglio, cipolla rossa e basilico. Alla base del piatto si trova una salsa ristretta di pomodoro, molto concentrata, ottenuta frullando e filtrando tutti i semi e gli scarti interni del pomodoro. La pasta viene saltata con una noce di burro. A completare il piatto, intorno ad esso viene versato un filo di olio al basilico. 

Per chi desidera concedersi ai sapori "della domenica" ha come alternativa le Tagliatelle al ragù tradizionale romagnolo che rappresentano inequivocabilmente un omaggio sentito alla terra che ospita il ristorante: un ragù denso, profumato, cotto a lungo e ricco di sapore, servito con pasta ruvida e avvolgente.

Più innovativi i tagliolini gialli con scampi, burro e lime, dove la nota agrumata del lime sferza la dolcezza marina degli scampi, dando al piatto un profilo fresco e moderno. 

Geniale, infine, la dedica a uno dei piatti più umili ma emblematici della cucina casalinga: La Pasta e lenticchie con olio al alloro e gel di carote: un piatto vegetariano che dimostra come anche la tradizione più semplice - se trattata con intelligenza e creatività - possa diventare sorprendente. Qui è la tecnica a fare la differenza: l’olio aromatizzato all’aglio e quello aromatizzato all’alloro, valorizzano il gusto pieno delle lenticchie, mentre il gel di carota introduce una nota dolce che porta equilibrio al piatto. A chiudere in finitura della composizione, le lenticchie fritte cosparse in superficie che regalano una componente croccante e inaspettata e che accende il palato, trasformando il piatto in un piccolo capolavoro di gusto e memoria contadina. 

I secondi: carne, pesce e alternative green

La proposta dei secondi piatti prosegue sulla linea della qualità e del radicamento territoriale. Spicca il manzo alla griglia con origano, peperone e fondo di manzo, un piatto che può essere ulteriormente arricchito dal tartufo nero per un’esperienza ancora più sontuosa. Le costolette di agnello con salsa ai funghi e fondo di agnello sono un altro grande classico rivisitato con rispetto, mentre il rombo con insalata di pomodori e salsa bianca rappresenta una proposta di pesce delicata ma di carattere.

Una vera sorpresa arriva dal piatto vegetariano della casa: zucchina, pistacchio e menta, un gioco elegante e aromatico che dimostra quanto lo chef tenga in considerazione anche i commensali che cercano opzioni “plant-based” senza rinunciare alla creatività e alla soddisfazione gustativa.

Contorni e dolci: semplicità e attenzione al dettaglio

Tra i contorni, è difficile non apprezzare le patate arrosto alle erbe, che accompagnano perfettamente le carni con la loro fragranza rustica, o le erbe di campo saltate, un contorno genuino e identitario che richiama i sapori contadini di una volta. L’insalata mista di stagione, invece, è pensata per chi cerca freschezza e leggerezza.

Il momento del dessert merita una menzione speciale: nel percorso degustazione si può gustare una crostatina al limone con mandorla, essenza d’arancia e gelato al pesto di mandorla, dove acidità e dolcezza si rincorrono in una danza armonica, chiudendo il pasto con leggerezza e originalità.

Percorsi degustazione: esperienze guidate di gusto

Due le proposte di menù degustazione, pensate per offrire un viaggio sensoriale completo.

  • Il "Percorso del Territorio" (32 euro) è un omaggio alla tradizione, che include il culatello con melone, la tagliatella al ragù romagnolo, un secondo di costina di maiale sfilacciata con cipolla in agrodolce e salsa ai lamponi, e il dessert della casa “Dolce Tentazione”. Un itinerario gastronomico pensato per chi vuole immergersi nei sapori tipici locali.

  • Il "Percorso Degustazione" (40 euro) è invece un viaggio tra gusto e tecnica: tartare di manzo, cappellacci ricotta e spinaci, manzo alla griglia e la già citata crostatina al limone chiudono un’esperienza completa e ben bilanciata.

Entrambe le opzioni richiedono l’adesione da parte di tutti i commensali al tavolo, favorendo un momento di condivisione e di scoperta comune.

Anche i più piccoli hanno il loro spazio

La Terrazza non dimentica i suoi piccoli ospiti, dedicando loro un menù bambino (13,50 euro) semplice ma curato: tagliatella al ragù, cotoletta di pollo alla milanese con patate steakhouse fritte e gelato artigianale della Cremeria del Titano. Un gesto d’attenzione che conferma l’approccio inclusivo e familiare del locale.

Saverio Guida: un percorso tra passione, perseveranza e filosofia innovativa

Saverio Guida, classe '98, è lo chef che guida le cucine del ristorante La Terrazza di San Marino. La sua storia è un percorso di dedizione e apprendimento continuo, plasmato da esperienze diverse e da una filosofia personale profonda. Saverio, infatti, incarna la freschezza e la determinazione di una generazione che non ha paura di mettersi in gioco, imparando da ogni esperienza, sia essa un trionfo o una battuta d'arresto. La sua passione per la cucina, come lui stesso ci racconta, non è nata tra le scintillanti luci di una grande città, ma affonda le radici nella terra, in un legame autentico con le origini contadine della sua famiglia. “All'inizio non ero particolarmente attratto dal cibo, forse perché, crescendo in una famiglia contadina, l’ho sempre associato più al lavoro che al piacere. Per me il piatto rappresentava fatica e sudore... insomma, un percorso diretto e senza troppe manipolazioni, dalla terra alla tavola. Solo col tempo ho imparato ad apprezzarne davvero il valore e il gusto”, ci racconta, svelando una consapevolezza profonda del valore del cibo, che va oltre il semplice nutrimento per abbracciare il sacrificio e la dedizione. La sua è stata una gavetta senza sconti, un percorso intrapreso giovanissimo, già a 15 anni, lavorando nei weekend mentre frequentava l'istituto alberghiero ad Altamura. Un'esperienza formativa dove, come lui stesso ammette, “Ti rompevano le ossa”, ma che ha plasmato il suo carattere e la sua visione. Saverio è convinto che un cuoco debba avere una comprensione a 360 gradi del mondo della ristorazione, e lo ha dimostrato cimentandosi in bar, pizzerie, sale ricevimento e ristoranti: “Il cuoco deve fare tutto e di più... per capire a 360° cosa accade”. Questa curiosità e sete di conoscenza lo hanno spinto ad affiancamenti importanti, come quello con lo chef Mino Colonna, che lo ha aiutato a “farsi le ossa" e a fare il grande salto al Grand Hotel di San Marino. E poi c'è stata Parigi, un'esperienza che, pur essendosi rivelata "non piacevole", è stata fondamentale per la sua crescita. Quella che sembrava l'occasione della vita, sotto la guida di Bruno Vergius, si è trasformata in un'esperienza "tossica" e insostenibile. Ma è proprio da lì che Saverio ha tratto la lezione più preziosa: Deluso per l'esperienza di Parigi? Assolutamente no. Io sono contentissimo di come è andata, perché così ho potuto svegliarmi e incamminarmi con sicurezza verso quello che volevo fare”.

Oggi la creatività in cucina di Saverio è pura e autentica. Quando crea un nuovo piatto, gli viene lasciata carta bianca, e il processo è incredibilmente personale. “Quello che faccio deve entusiasmare prima di tutto me. Non creo per stupire ma per far godere i clienti” sottolineando che il primo giudice è lui stesso, con un entusiasmo contagioso. Il suo approccio è in continua evoluzione, sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Nei prossimi menù desidera introdurre più selvaggina e lavorare con contrasti decisi, cercando prodotti d'eccellenza direttamente da agricoltori locali. Una delle sue peculiarità più affascinanti è la sua visione del mondo vegetale. Per Saverio, non esistono etichette limitanti. “Non esistono piatti per vegani o per vegetariani”, chiarisce, sfuggendo alle classificazioni. L'obiettivo è incentivare tutti a esplorare la ricchezza del mondo vegetale, senza preconcetti, trattando ogni ingrediente, sia esso carne, pesce o verdura, con lo stesso amore e la stessa dedizione. Saverio Guida rappresenta una ventata di freschezza nel panorama gastronomico. Giovane ma già ricco di esperienze significative, si distingue per l’umiltà e la determinazione che lo guidano in un percorso di crescita continua. La sua filosofia si fonda sull’idea che non esista un punto d’arrivo, ma un processo costante fatto di tentativi, errori e apprendimento. La sua cucina non è solo tecnica: è il riflesso di una visione, di un cammino personale e di un autentico rispetto per il cibo e per chi lo condivide. Un talento da seguire con attenzione.

Perché far visita al ristorante La Terrazza

L’ottima proposta enogastronomica e la fortunata ubicazione fanno di questo locale la meta perfetta per un pranzo amichevole, un incontro di lavoro formale, una cena romantica a lume di luna o per festeggiare una cerimonia importante come un ricevimento di matrimonio.  


Foto Direttore Editoriale Giovanni Mastropasqua Recensione a cura di:
Giovanni Mastropasqua

Direttore Editoriale

Marche


Opinioni Ristorante La Terrazza (2)

  1. Deborah

    Gentilezza e professionalità

    5 / 5

    Ristorante molto carino, pulito, ordinato e con vista splendida. Abbiamo provato la tartare di chianina, l'uovo con oro e tartufo, i tagliolini tirati a mano e la tagliata. Tutto davvero molto buono, ottima presentazione, porzioni e prezzi più che ottimi. Un plauso particolare al cameriere che ci ha servito, di una gentilezza e professionalità che si incontrano raramente e rendono l'esperienza ancora più piacevole. Consigliato a 5 stelle.

  2. Federico

    Posto stupendo con vista sulla vallata di San Marino

    5 / 5

    Che dire, posto stupendo con vista sulla vallata di San Marino, cibo tradizionale rivisitato in chiave contemporanea da leccarsi i baffi, personale molto attento e preparato soprattutto Vincenzo che grazie alla sua professionalità e simpatia ha contribuito a rendere il pranzo top, sicuramente ci rivedremo presto!!

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