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Il Pagliaccio di Roma

(5.00)
  • Cucina creativa
  • Specialità: n.d.
Ristorante non verificato

Il Pagliaccio di Roma: ecco cosa scrivono i nostri segnalatori

Ristorante Il Pagliaccio a Roma: una cucina fusion per unire viaggi, esperienze e gusto.

Quando parliamo di 2 stelle Michelin ai ristoranti, la qualità è quasi sempre scontata. Discorso che non vale per il concept, per la filosofia di un locale. Raramente infatti nei ristoranti fusion ci si imbatte in una totale fusione della cultura Mediterranea con quella Orientale. Al ristorante Il Pagliaccio a Roma (tra l'altro unico due stelle della città) questo accade, grazie anche all'esperienza dello chef, che si vede tutta, e ai suoi viaggi culinari tra Italia, Francia ed Est del mondo. Insomma, qui si può partire per esplorare il mondo dal punto di vista dei sapori. Non a caso sono molti i riconoscimenti conquistati, tra cui quello recente della Guida 50Top Italy “Pranzo dell'anno 2022 – Pastificio dei Campi Award” e il nono posto nella classifica dei migliori ristoranti d'Italia. Scopriamo allora i dettagli di questo locale: ambiente e atmosfera, storia e menu.

Ambiente e atmosfera del ristorante Il Pagliaccio: cura dei particolari e attenzione ai dettagli

Il Pagliaccio si trova proprio nel cuore della Capitale, e diventa una sorta di giardino di pace, un'oasi in cui rifugiarsi dai momenti frenetici della città. La cura dei particolari e l'attenzione ai dettagli, anche per il design degli interni, sono gli aspetti che colpiscono maggiormente. Lo stile d'arredo è chiaramente ispirato agli ambienti giapponesi o in generale orientali, anche nella scelta dei materiali: legno e ferro, con una vegetazione decorativa che si può trovare nelle stanze. Solo 10 i tavoli a disposizione, e questo garantisce un'esperienza ancora più intima all'ospite, che può in alternativa scegliere di ritirarsi nella saletta privata. Ogni tavolo racconta una storia speciale: il resto è fatto dalle luci soffuse emanate da minuscoli faretti “a cascata” e dagli specchi circolari sparsi un po' ovunque. Mentre la sala d'attesa/ingresso e la sala per cenare sono arredate con parquet e ferro, e qualche parete rivestita di broccati, nella saletta privata si cambia completamente registro. Si entra infatti in una stanza dal pavimento a scacchiera, poltrone e tappeti dai colori caldi e librerie e quadri alle pareti, tra cui quello del famoso “Pagliaccio” che dà il nome al ristorante.

Storia del ristorante Il Pagliaccio: da quasi vent'anni l'anima circense dei sapori prende vita

Corre l'anno 2003 quando lo chef Anthony Genovese e Marion Lichtle decidono di aprire un ristorante nel cuore di Roma, che non sia mai scontato e che rappresenti un po' la loro anima nomade e circense. Proprio per questo motivo lo battezzano “Il Pagliaccio”. Gia solo tre anni dopo l'apertura il ristorante si aggiudica la prima stella Michelin, mentre nel 2009 arriva la seconda stella. Dopo diversi adattamenti e trasformazioni da interior design, nel 2019 il ristorante è tornato alle origini, riconquistando quel minimalismo orientale, e concentrandosi sul viaggio internazionale nei sapori.

Menu del ristorante Il Pagliaccio: tornare bambini rimanendo adulti

E veniamo al cibo, il protagonista del ristorante Il Pagliaccio. L'obiettivo dello chef Genovese è quello di far tornare bambini gli ospiti, pur restando adulti. Attraverso un viaggio nei sapori e nei ricordi si potrà davvero fare una bella esperienza gastronomica. Non c'è il menu a la carte: si sceglie perciò tra quattro menu degustazione. Il menu Circus (185 euro a persona bevande escluse) consente di spaziare da Oriente ad Occidente, in dieci portate in cui pietanze ed emozioni si mescolano. Il menu Orme (otto portate, 165 euro a persona bevande escluse) si concentra invece più sui ricordi, in un viaggio nel tempo più che nello spazio. Centrato sulla terra è d'altro canto il menu Terrae (sei portate, 125 euro a persona bevande escluse), in cui viene sottolineato il rispetto della terra, con scelta di ingredienti ad alta sostenibilità. Unica degustazione disponibile solo a pranzo è invece la Intermezzo (quattro portate, 85 euro a persona), che ripercorre tappe elementari di esperienze leggere. Infine, qualche piatto da non perdere: i tortelli ripassati in padella ripieni di guanciale affumicato, crema di caciocavallo di Ciminà, pomodoro del Piennolo, bitter di origano; le fettuccine in due sapori, preparate con la farina di topinambur e quella di castagne, con spugnole e polvere di funghi porcini; il flan con acqua di cannolicchi, crema di limone arrosto, ceci neri, semi di roveja e vongole alla scapece; la bavarese al latte caprino, albicocche e vermouth. Tutto delizioso!

Menzione d'onore per la cantina eccellente, soprattutto per i vini francesi e gli Champagne. Il conto è consistente ma ne vale la pena.

Altre informazioni utili circa il ristoranye Il Pagliaccio

Il ristorante Il Pagliaccio si trova a Roma in Via dei Banchi Vecchi 129a. Aperto il martedì e mercoledì solo a cena (19.30 – 22.00), mentre il giovedì, venerdì e sabato anche a pranzo (12.30 – 14.30). Chiuso domenica e lunedì. Prenotazione obbligatoria. Range di spesa: tra gli 85 e i 200 euro a persona, vini esclusi.


Opinioni Il Pagliaccio (1)

  1. Eva Finocchiaro

    Aspettative alte, tutte confermate

    5 / 5

    La prima esperienza in un ristorante stellato con aspettative così alte da aver quasi paura a rischiare e invece... È stato tutto perfetto. Pietanze e accostamenti ricercati che rispecchiavano l'eclettismo dello chef, personale squisito e attento, capace di soddisfare ogni esigenza senza essere invadente e senza mai farti sentire a disagio, atmosfera elegante e presentazioni magnifiche. Da provare almeno una volta nella vita

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