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La Fraschetta di Castel Sant'Angelo di Roma

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  • Ristoranti tipici regionali
  • Specialità: n.d.
Ristorante non verificato

La Fraschetta di Castel Sant'Angelo di Roma: ecco cosa scrivono i nostri segnalatori

La Fraschetta di castel Sant'Angelo
Il Lungotevere di Roma. Un’atmosfera magica e silenziosa per il centro di Roma. Il fiume che scorre e attraversa la città più antica. E nei pressi di Via Giulia e vicino a piazza Navona si trova un locale allegro e dall’atmosfera calda. Un ambiente giovanile, accogliente, ma per tutte le età. E’ la Fraschetta di Castel Sant’Angelo. Già prima del tramonto ci sono giovani e turisti che intuiscono la bontà del cibo. Ad accoglierli ci sono Andrea e Guido con uno staff col sorriso sule labbra. Sempre. Ci si sente a proprio agio subito. I tavoli ben apparecchiati e dallo stile sobrio e romanesco con la tovaglia di carta, proprio della tipica fraschetta. Ha origini e tradizioni antiche. Era la classica osteria dove già nell’antica Roma gli agricoltori si fermavano per un ristoro prima di andare vicino a Roma a vendere i propri prodotti di campagna. Una tradizione millenaria che arriva fino a questo locale. Colpiscono all’interno del locale le pareti: piene di allegre recensioni . In italiano e nelle lingue straniere più varie. Guido precisa che nel loro locale funziona il “passaparola col mondo”. Interessante definizione di un marketing globalizzato. Un omaggio al cibo e allo staff . La Fraschetta di Castel Sant’Angelo all’interno è pulita , ordinata. La frenesia della chef Francesca  nel preparare i piatti è professionale e precisa. I piatti romani hanno una preparazione svelta nella loro semplicità . Ma bisogna saperli fare bene e con cura. E la cucina è un equilibrio tra chef e staff. Il cibo viene riposto  in padelle di alluminio che danno ancor di più il senso della loro freschezza e immediatezza. Un cibo caldo, immediato e buono. 

La storia
Ma vediamone la storia. Il locale nasce il sedici aprile 2014 da un’ idea di Andrea e Guido Zappavigna e Francesca Ciucci. Tre soci che hanno scelto di creare ai piedi di Castel Sant’Angelo un locale brillante e professionale. Dopo altre esperienze nella ristorazione, nasce la fraschetta con la maestria di una chef che oltre alla scuola alberghiera ci ha messo la passione. E così nasce un cibo come fatto in casa. Tutto si forma con l’allegria e la certezza di un progetto gastronomico importante.

La degustazione
Arrivare alla Fraschetta di Castel Sant’Angelo è un’esperienza piacevole. Il menu che mi viene proposto è un viaggio nella romanità più antica, tradizionale e vera. Prima di tutto leggo la proposta dei piatti. Una divertente esposizione in romanesco dei piatti tipici . Così gli antipasti sono chiamati “Tanto per comincià” I primi “mo vie’ er bello” fino al “Per chi nun vo aspettà”! I consigli per chi mangia poco è titolato “Pe l’uccellini” e il dolce è “Annamo a chiude” . Ed ogni piatto indicato è precisato negli ingredienti. I clienti sanno cosa mangiano. Iniziamo la degustazione con un antipasto nobile. La coratella con carciofi. Di stagione. Disponibili anche con cipolletta. La coratella è un piatto di cuore, polmoni e fegato. Classico della città eterna. Ancora. I fagioli con le cotiche e un tagliere di salumi molto ricco: dalla Porchetta di Ariccia alle coppiette di maiale . Queste sono delle striscie di filetto di maiale essiccate e al peperoncino tipiche dei Castelli romani. Il tagliere offre anche mozzarella di bufala, olive e formaggi locali. Ma ancora pizza romana con lardo di colonnata.  Risaltano anche nel menu la mozzarella in carrozza con le alici. E naturlamente c’è il pane. Quello di Genzano Igp. Un prodotto di alta panetteria e indicazione di origine protetta.  Da più di trecento anni. Ha una crosta marrone scuro, molto croccante e protegge la mollica che risulta molto soffice Il primo piatto che mi viene proposto è uno di quei forti. La gricia. Pasta corta saltata in padella con guanciale croccante , pecorino romano ed olio di oliva. E ancora la regina della cucina roma: la coda alla vaccinara. Coda di mucca soffritta con prosciutto, aglio, cipolla sedano (o ancora meglio il sellero come dicono da queste parti) e carota. Cotta per sei ore nel pomodoro. Rigorosamente da mangiare con le mani. Una goduria. L’origine di questa ricetta risale ai primi decenni del ‘900 e trova ancora oggi molto consenso sulle tavole dei romani e non solo. In questo locale anche gli stranieri la richiedono. Tutto viene rallegrato da una scelta di vini decisamente equilibrata. Il  Merlot e la Malvasia e Trabbiano in purezza. E ancora il Cesanese e l’Abelos di Frascati. Ed altri per rispettare il terroir laziale. Spicca un Greco nella varietà Moro e Giallo di uve quasi scomparse.  Arriva il dolce. Fatto in casa, arigianale. Dalla panna cotta farcita “come viè ” al tiramisu con uova, mascarpone e zucchero. E la crostata gialla o rossa a seconda dela marmellata di albicocche o visciole. Non mancano le classiche ed originali ciambelline dolci e profumante al finocchio da intingere nel vino. Un must della fraschetta. Tutti gli ingredienti del cibo sono selezionati con cura in modo da rispecchiare la qualità e il territorio di Roma e dintorni. 

Il ristorante può ospitare oltre cinquanta persone. Dal lunedì al sabato e con orario non stop dalle 11.30 alle 23.00. E’ per tutti i target di clientela. Inutile ricordare le bellezze artistiche intorno alla fraschetta di Castel Sant’Angelo: Piazza Navona, l’omonimo castello, il Vaticano e tutto il centro di Roma. Con le sue strade i suoi vicoli. E’ da tornarci. Fino a quando non stancherà questo cibo, questo ambiente e questa Roma. Mai.  


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