





Ristorante Azur: l'esperienza raccontata da Paola Dileo
Con AZUR, Cucina d’a Mare, si arricchisce il panorama del gusto monopolitano. Il suo nome libera subito il campo da equivoci e conduce dritto al mare, a quell’azzurro intenso e vibrante, a quel profumo di aerosol marino che scorta nel ginepraio di viuzze, vicoli, piazze, chiassi, porti e porte del borgo antico di Monopoli: il “paese vecchio” per i monopolitani, che hanno fatto del mare una risorsa primaria di vita e di economia.
A questa storia si ispira il progetto gastronomico di AZUR, nato da un’idea del general manager Davide Fresiello: raccontare, attraverso una selezione di piatti a base di pesce fresco e locale, la vocazione plurimillenaria dei pugliesi per le attività marinare, con un invitante affondo nelle tradizioni culinarie tipiche.
Una missione affidata allo chef monopolitano Marco Renna, 38 anni, con un’esperienza ultraventennale maturata sul campo, sia in Puglia sia nel Nord Italia, tra Riviera Romagnola, Friuli-Venezia Giulia e Trieste, dove partecipa a un progetto innovativo dedicato alla cucina senza glutine.
Recente è il ritorno nella sua Monopoli, a capo della cucina di AZUR: «Una cucina di mare che si fa anche amare», come suggerisce abilmente il suo nome. Intenti nobili e chiari, tesi a valorizzare il pesce fresco di mare, quello a chilometro zero e da allevamenti zero. Una scelta etica e coraggiosa che punta a valorizzare il territorio e le eccellenze gastronomiche.
Come? Lo chef Marco Renna propone piatti semplici, ispirati alla tradizione pugliese e monopolitana, ma esaltati dall’evoluzione tecnologica. Un’interpretazione calibrata della cucina tipica, senza eccedere in sperimentazioni stravaganti, dove cotture di precisione conferiscono consistenze e sapori nuovi. Un approccio che nobilita la materia prima e rende il piatto semplice e povero un’esperienza sensoriale irripetibile.
Ambiente e atmosfera di AZUR, Cucina d’a Mare a Monopoli
AZUR non è solo gusto, cucina, pesce fresco e prodotti tipici, ma anche il ristoro ideale dopo una camminata immersiva nella città vecchia. A suo favore, una posizione strategica: Piazzetta Garibaldi, centro nevralgico della movida turistica, ma non solo. È anche sede della storica Biblioteca Prospero Rendella, fulcro culturale della vita cittadina, con spettacolari affacci e terrazze sull’area portuale meritevoli di una visita.
Il ristorante ha trovato degna dimora in ambienti storici, con volte ariose nella caratteristica pietra locale, ma la vera perla dell’edificio è la scenografica vetrata sul Porto Vecchio di Monopoli: un unicum nel suo genere, con le tradizionali barchette, “i gozzi”.
Un insieme di elementi che dialoga alla perfezione con il design contemporaneo ed elegante della sala, dove, al centro, non passa inosservato un “acquario”, sormontato da un banco per la preparazione dei piatti a freddo: un’isola dove il pesce viene lavorato all’indisturbata presenza degli ospiti, per un’esperienza pienamente condivisa.
AZUR offre 85 coperti, 30 interni e 55 esterni, allestiti nella vitale Piazzetta Garibaldi.
Cosa mangiare presso AZUR, Cucina d’a Mare a Monopoli: i piatti più rappresentativi e apprezzati dai clienti
Il menù di AZUR – Cucina d’a Mare offre un’accurata selezione di portate di pesce crudo e cotto della tradizione marinaresca locale, sapientemente valorizzate per esaltare la freschezza e i valori nutrizionali delle materie prime, rigorosamente di qualità.
Colti dall’inevitabile imbarazzo della scelta, ci siamo fatti accompagnare nell’ardua impresa dallo chef Marco, che ha soddisfatto le nostre più esigenti aspettative.
Per iniziare, un tris di antipasti fresco e casalingo: delle friselline assortite per tutti i gusti, una con burrata, acciughe, pomodorino e basilico; l’altra con cozze pepate, scarola, menta e pecorino; infine, un’opzione di carne con capocollo, salsa tonnata, capperi fritti e datterini.
Al preludio “accogliente” è seguito un insieme di altri assaggi molto apprezzati dalla clientela, come il “moscardino rosticciato all’assassina”, evocativo del celebre piatto barese, gli “spaghetti all’assassina”, portato in auge dalla fiction Rai “Le indagini di Lolita Lobosco”. Per chi non ama il piccante, può consolarsi (per modo di dire) con la frittura dei moscardini spillo, cosÌ piccoli e friabili da creare dipendenza!.
Si è fatto apprezzare anche il “capocollo di maiale”, cotto a bassa temperatura, in salsa tonnata, con capperi fritti e pomodori arrosto.
Particolarmente “seducente”, per l’intensità dei profumi di mare, il primo piatto: degli “gnocchetti di patate in crema di scampi, gamberi rossi, pomodorini e basilico”.
Molto delicato e leggero il secondo piatto, a base di pesce fresco cotto a bassa temperatura, con il tradizionale contorno di patate, pomodorini e olive.
Il dessert: una macedonia di frutti rossi, ricotta all’arancia e crumble al caramello, che ha sublimato e rinfrescato le papille gustative.
Una menzione speciale meritano poi i vini, rigorosamente made in Puglia e scelti con cura dal sommelier Antonio Blancasio. Vini che interpretano divinamente il territorio carsico, come il celebre Maresco, vitigno autoctono di Locorotondo e della Valle d’Itria, che vanta una storia ancora tutta da scoprire.
Recensione a cura di:Paola Dileo
Giornalista
Puglia
