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Ristorante Cile's di Fano

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  • Ristoranti pesce
  • Specialità: carbonara di pesce
Ristorante non verificato

Ristorante Cile's di Fano: ecco cosa scrivono i nostri segnalatori

Recensione ristorante Cile's di Fano a cura di Alessia Pellegrini
Fuori c'è Fano, la passeggiata del lungomare, c'è chi la cammina perché ha un pensiero da portare a spasso, chi la corre perché va di fretta, c'è chi si tiene per mano per paura di perdersi e chi si abbraccia perché è innamorato. Dentro c'è Cile's, un posto buono per mangiare pesce e soprattutto un posto buono per restare. Restare a guardare. Dentro e fuori. Materiali naturali, nei toni del bianco, bianco avorio, dell'azzurro, del corallo, soffitto con travi a vista e pavimento in legno, tovaglie e grembiuli di cotone a righe, cuscini di corda, un sala più grande e due salette ad angolo, ai lati opposti del bancone, realizzato con i bancali, che offre caffè e distillati. Un tavolino in ferro battuto per la lettura dei quotidiani.

Ambiente ed atmosfera del ristorante di pesce Cile's di Fano
L'atmosfera è morbida, tra l'eleganza e l'usura, tipica delle zone di Provenza, antica regione a sud-est della Francia, nota per i profumi di lavanda e per i saponi di Marsiglia e soprattutto per l'incanto, una sensazione di infantile meraviglia ogni volta che abbandoni gli occhi ad uno sguardo più attento. Ci sono porte che aprono mondi, piccoli mondi in un mondo più grande, o forse, sono bolle, non di sapone, ma di vetro, con il valzer delle tende quando tira il vento.

Così Alessandra lo aveva pensato e così è riuscita a realizzarlo, grazie all'incontro con Ilde Minardi Pacifici, esperta di decorazione e di arredamento. Un allestimento senza progetto, un allestimento emotivo, una tessera alla volta, da incastrare, come un ricamo, un punto dentro l'altro, a stringere. Gabbiani che sorvegliano il mare dalle credenze e conchiglie che pendono dai lampadari chandelier, gocce di sale ed acqua, candele, funi e gabbie per uccelli che hanno preso il volo, remi che sono stanchi di remare e cappelli in paglia che si vogliono riparare dal sole. Alessandra è la figlia di Cile, Giorgio Ricci, che il soprannome Cile lo ha ereditato dal fratello maggiore. Giorgio, Alessandra, Susanna, moglie e madre. Cile's è casa loro. Giorgio gestisce i rapporti con i fornitori e cura la cantina, Alessandra si occupa di accogliere i clienti e del servizio in sala, Susanna è in cucina. Alessandra è una donna giovane che sorride e lavora con impegno, le Converse ai piedi per raggiungere, rapida, tutti i tavoli, Susanna, la vediamo solo andar via, la cucina, lei, non la lascia. Cile, siede con noi, a far chiacchiere.

Cile ha gli occhi chiari di un sessantenne che guarda, dalla montatura moderna, sua figlia prendere la rincorsa per il futuro, non è antipatico, come dicono. Sembra antipatico, ma non lo è. Ha quella cosa che è delle persone timide e riservate, se tu non parli io pure non parlo, ma se tu parli parlo anche io. E ci ridiamo su, mescolando le risate ai riflessi giallo dorato paglierino di un Brut Metodo Classico Riserva Coppo. La ristorazione è cosa che gli appartiene. La famiglia  Ricci aveva una birreria a Fano, poi, le notti, certe volte non finiscono davvero mai, ed hanno cambiato imbarcazione. Anche la cucina, come il locale, è il risultato di un incontro.

Cosa si mangia da Cile's?
La collaborazione con Marco Bistarelli, Presidente Italiano dei Jeunes Restaurateurs d'Europe, regala al ristorante Cile's il suo piatto rappresentativo, la carbonara di mare. Un piatto da vero e proprio pellegrinaggio. Altro piatto di sicuro successo è lo spiedone di tonno con salsa mediterranea, lo vediamo entrare ed uscire, ininterrottamente, dalla stanza della cucina. Filetto di tonno con melanzane alla griglia con salsa di verdure cotte. La nostra degustazione comincia ancora prima di mangiare. Sedersi a tavola è piacevole. Deliziosa apparecchiatura. Il tovagliolo è impreziosito da un anello a forma di stella di mare, il piatto azzurro, sagomato, le posate con una bella impugnatura decorata, i bicchieri lucenti. Tutto è chiaro, pulito. Anche il cibo lo è. L'antipasto è una tartare di spigola con pomodorini, zucchine in julienne, un ciuffetto di songino e grattugia di zenzero. A seguire, la carbonara di mare, un piatto destrutturato, che devi far fare il giro alla forchetta per tirar su con lo spaghetto, perfetto, Mancini, il fondo di nero di seppia battuto con l'uovo, le listarelle di seppia, la pancetta ed il guanciale essiccati nel forno, dopo la cottura. Il secondo è un classico, fritto misto di pesce con verdura, servito, croccante, su carta paglia, dentro un cestino di legno. Una presentazione che invita ad abbandonare le forchette. Il fritto è accompagnato da una salsa composta di due aceti balsamici, miele e zucchero, ed altri due ingredienti che “non si può dire, è un segreto!”.

A chiudere, un cremoso al mascarpone, a base di meringa, con muesli croccante fatto in casa e frutto della passione. Presentato in un barattolo di vetro, il barattolo delle marmellate che si fanno in casa, accompagnato da un fazzoletto di stoffa a quadretti. Il cremoso era una duna morbida ed il muesli croccantissimo. Tutto è chiaro, pulito. Davvero. Ottima cucina tipica marinara, pesce fresco, selezionato con attenzione, porzioni abbondanti. La carta dei vini offre i i classici nazionali, bianchi e rossi, bollicine di casa nostra e d'Oltralpe. Prezzi onesti.


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