






















Recensione Ristorante Zi Rosa di Riccione a cura del nostro giornalista
Affacciato sul Porto Canale, a pochi passi da viale Ceccarini, Zi Rosa di Riccione è uno dei ristoranti più conosciuti e storici qui in Romagna. Quando tra gli anni Cinquanta e Sessanta Riccione non era ancora la città della movida che conosciamo oggi, il ristorante Zi Rosa già esisteva con le sue tovagliette di carta, la cucina aperta fino al mattino e la "Zia" pronta a preparare pasta e piadina per i nottambuli. Oggi il ristorante, nonostante un aspetto esteriore più elegante e raffinato, conserva la stessa magia di un tempo: l'accoglienza che riceverete è quella cordiale che si spende con naturalezza perché felici di ritrovare vecchi e nuovi clienti che ritornano. Se volete sapere tutti i buoni motivi per cui far visita a questo ristorante, leggete con attenzione il seguito della nostra recensione.
Storia del ristorante Zi Rosa di Riccione
Quando, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ancora Riccione non era nota come uno dei templi per gli amanti delle discoteche, il ristorante Zi Rosa già esisteva. Era l’epoca delle sale da ballo, al posto dei dj c’erano le band e, sembra incredibile adesso, questi locali che si trovavano in centro, e non sulle colline, chiudevano entro la mezzanotte. E anche i tiratardi già esistevano e, dopo aver ballato scatenati sulle note di Mina o Fred Bongusto, capitava che l’appetito tornasse a farsi sentire. Affacciato sul Porto Canale, con Viale Ceccarini e il lungamare a due passi, il ristorante Zi Rosa era pronto ad accogliere sotto la sua pergola, con i tavoli in legno apparecchiati con le tovagliette in carta, chi, stuzzicato dal languorino della mezzanotte, approdava qui, per rimanerci a volte fino alle 7 del mattino. I cibi del dopo-ballo potevano essere la piadina o un buon piatto di pasta, proprio come quello che una zia prediletta, Zi’ Rosa appunto, avrebbe preparato a qualsiasi ora per i propri nipoti: la zia ideale che tutti avremmo voluto. Poi l’arrivo degli sfavillanti anni Ottanta: Riccione si evolve e anche il vecchio Zi’ Rosa cambia il nome in Bibo, cambia la gestione e si trasforma in un ristorante di alto livello, con cucina elegante accompagnata da vini importanti. Sono gli anni in cui tutta la Riviera diventa meta del divertimento per tutti: nuove mode, nuovi locali e nuovi ristoranti. Fino ad arrivare ai giorni nostri, quando Zi Rosa rifiorisce con gli stessi princìpi della tanto amata zia: oltre al nome storico, torna la voglia di recuperare le radici originarie, senza necessariamente dover esorcizzare il più recente passato. Per questo, anche se il ristorante Zi Rosa di oggi si fregia di un tovagliato elegante, di sedie foderate di bianco e di un'atmosfera accogliente e romantica, non tradisce la sua storia: guarda alla sua tradizione più autentica del fare ospitalità, perchè è questa la quintessenza della romagna verace.
Zi Rosa oggi
Alla guida del ristorante Zi Rosa ci sono Massimo Andreatta, originario di Trento, e Pietro Serafino, calabrese naturalizzato "arciunese". Entrambi chef, si dividono le preparazioni con la stessa identica passione e dedizione di sempre. L’idea di fondo è quella di poter offrire una proposta gastronomica che possa accontentare tutti, divertendo. Proprio per questo è possibile scegliere se mangiare pesce, vero cavallo di battaglia del locale, o altre proposte anche "di terra".
Cosa mangiare al ristorante Zi Rosa di Riccione
I classici come il risotto alla marinara, la rustida e il fritto misto non mancano, ma ci sono anche il pesce crudo, gli antipastoni, gli hamburger di pesce e qualche piatto che si spinge ancora oltre come il Filetto di Manzo irlandese con crema di gorgonzola e porcini. Per comprendere appieno la filosofia culinaria di Zi Rosa, la nostra degustazione è stata ricca. Per iniziare abbiamo ordinato il Baccalà in oliocottura, hummus di ceci e variazione di cipolla di Tropea e a seguire il Carpaccio di gambero rosso, burratina e limone candito. Il primo che ci ha attirato particolarmente l'attenzione è stato l'ottimo Pacchero al bergamotto con calamari, scampi e crema di melanzane, mentre per i secondi, abbiamo scelto la spigola in crosta di verdure e i bocconcini croccanti di tonno con salsa guacamole e misticanza. I dolci in questo ristorante sono di rara bontà. Lo chef Pietro Serafino è un grande appassionato di pasticceria tanto da aver ottenuto negli anni tantissimi premi per le sue produzioni artigianali. In suo onore abbiamo scelto il Tartufo di Pizzo Calabro.
La cantina, in crescita rispetto agli anni passati, offre la possibilità di scegliere tra circa 130 referenze tra vini bianchi, bollicine italiane e Champagne. I rossi, presenti in carta, sono chiaramente la minoranza.
Perché far visita al ristorante Zi Rosa di Riccione
Consigliamo ai nostri lettori di provare il ristorante Zi Rosa di Riccione perché queso è un ristorante "vero" che negli anni non ha subito influenze di alcun tipo dalle cucine patinate che si vedono ormai dappertutto sui social e in tv. L'ambiente elegante, il servizio professionale e amichevole e i piatti buoni e schietti, fanno di questo ristorante una tappa da preferire se si viene qui in Romagna.
Recensione a cura di:Giovanni Mastropasqua
Direttore Editoriale
Marche