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Il Cuciniere di Fano

4.5/5
  • 86697 visualizzazioni
  • Ristoranti carne
  • Prezzo medio: € 35,00 - € 55,00
  • Via Giordano Bruno, 13 - 61032 Fano (PU)
  • Tagliata di canguro, passatelli guanciale cipolla e pomodoro
Si ringraziano gli sponsor Acquista lo spazio
Ristorante verificato

Recensione Il Cuciniere di Fano a cura del nostro giornalista

Cibo
5/5
Eccellente
Servizio
5/5
Eccellente
Atmosfera
3/5
Buono
Tradizione / Innovazione
70% / 30%
Fortemente orientati alla tradizione

Ambiente curato ma informale. Servizio preciso, cordiale, affettuoso.  Il ristorante Il Cuciniere di Fano si presenta così, mascherato  da osteria, ma con un'anima da ristorante di alto livello.

Si, perché lo chef Massimo Dionigi, anche se non tutti lo sanno, vanta un’esperienza solida nella ristorazione, avendo girato per il mondo tra Montecarlo, Imola e New York. Nella sua carriera ha offerto il proprio contributo al Restaurant Du Port nel Principato di Monaco e soprattutto può vantare la partecipazione all'apertura dell'indimenticabile ristorante San Domenico di Manhattan, quando era poco più che ragazzo. Il talento di Massimo oggi si traduce in una cucina in grado di stupire con proposte originali senza l'affanno dell'esasperazione: in menu troviamo carne di canguro proveniente dallo stato del Queensland – Australia - una delle zone a più basso inquinamento ambientale del mondo; poi carne di bisonte, ma anche maialino di cinta senese oltre alla tagliata di manzo di razza marchigiana.

Ambiente e atmosfera de Il Cuciniere di Fano

I tavoli in legno sono apparecchiati con tovaglie di jeans, il pane viene servito in sacchetti fatti all’uncinetto mentre alle pareti vediamo esposti quadri di vari artisti. Dall' ambiente curato e sobrio, discreto ma non troppo formale, dove tutto riporta all'idea di casa, il ristorante Il Cuciniere di Fano si presenta così, mascherato  da osteria con cucina ma con la vera anima di ristorante di carne gourmet che mescola la tradizione con l’innovazione.

Un locale scoperto grazie alle numerose segnalazioni dei nostri lettori.

Anche questa volta abbiamo deciso di dare voce al parere dei nostri segnalatori, facendo visita ad una realtà apprezzatissima dai fanesi e dagli avventori occasionali amanti delle cose buone e sincere. Così, mentre critici snob ed intellettuali engagè litigano sempre sugli stessi nomi, noi ci permettiamo di segnalare questa interessante realtà a rappresentanza di un mondo che prende la sua matrice inevitabilmente dalle Marche ma che si affida senza timore alle culture gastronomiche più lontante, divertendo.

Storia del "Cuciniere" Massimo Dionigi

Lo chef Massimo Dionigi vanta un’esperienza quasi trentennale nella ristorazione, in giro per il mondo tra Montecarlo, Imola e New York. Nella sua carriera ha offerto il proprio contributo al Restaurant Du Port nel Principato di Monaco e soprattutto può vantare la partecipazione all'apertura dell'indimenticabile ristorante San Domenico di Manhattan, quando era poco più che ragazzo. Il talento di Massimo oggi si traduce in una cucina in grado di stupire con proposte originali senza l'affanno dell'esasperazione: in menu troviamo carne di canguro proveniente dallo stato del Queensland – Australia - una delle zone a più basso inquinamento ambientale del mondo; poi carne di bisonte, ma anche maialino di cinta senese oltre alla tagliata di manzo di razza marchigiana. Ma un esempio lampante della filosofia de Il Cuciniere è rappresentato dalla rivisitazione di un piatto antico e tipico della provincia: la pasticciata, brasato immancabile delle domeniche di festa che il nostro chef ha reinterpretato trasformandolo in un primo piatto. Così nascono i tortelli ripieni di pasticciata, conditi con il brodo ristretto della stessa carne e completati con spinaci a crudo (riprendendo quindi la consuetudine di accompagnare questo piatto con le verdure di campo).

Cosa mangiare al Cuciniere di Fano: la nostra degustazione

Il menu del ristorante Il Cuciniere di Fano cambia due volte all’anno, a seconda della stagione. Oltre alla carne troverete anche piatti vegetariani come l'Antipasto vegetariano e piatti storici come i Tacconi di Fratterosa con ragout di salsiccia e funghi porcini.

La cantina è sufficientemente fornita per un locale di piccole dimensioni: 60 etichette tra vini marchigiani e di fuori regione, ma anche il vino sfuso, rigorosamente locale, è di buona qualità.

E' ora di andare via, così, mentre stiamo immaginando un conto esoso (materie prime ottime e presentazione curata dei piatti) ci ritroviamo a spendere davvero poco. Per noi merita una deviazione. Consigliato prenotare considerato i soli 30 posti a sedere.


Foto Direttore Editoriale Giovanni Mastropasqua Recensione a cura di:
Giovanni Mastropasqua

Direttore Editoriale

Marche



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